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Teramo

Tortoreto, piazzale della chiesa: perché l’amministrazione si ostina a seguire il project financing?

Tortoreto. “Qual è il vero motivo per il quale l’amministrazione per riqualificare il piazzale della chiesa si ostina con il project financing?”

L’interrogativo lo pone Fabio Di Sabatino, segretario del Pd di Tortoreto, a margine del consiglio comunale nel quale, attraverso il consigliere Mauro Di Bonaventura, ha chiesto, con uno specifico ordine del giorno, di sospendere il partenariato pubblico-privato e valutare la realizzazione dell’opera con risorse proprie.

“La piazza va riqualificata, ma con una soluzione meno vincolante e meno costosa per il nostro paese”, spiega Di Sabatino.
“La procedura avviata dall’amministrazione prevede invece un vincolo di 23 anni con il privato sulla gestione dei parcheggi a pagamento, circa 500 nuovi stalli a pagamento oggi gratuiti (lungomare lato ovest, tutte le rotonde del lungomare, tutta via Trieste e non solo), il raddoppio della tariffa oraria da 0,60€ a 1,20€ e il prolungamento del periodo dal 1° aprile al 30 settembre. Una scelta che incide direttamente su cittadini, lavoratori e visitatori.
La nostra proposta è stata respinta senza spiegazioni nel merito, ignorando anche le centinaia di firme raccolte contro questo project financing. Riteniamo eccessivo legare Tortoreto per oltre due decenni per la semplice riqualificazione di una piazza: strumenti come il project financing dovrebbero essere riservati a opere ben più complesse, come scuole o grandi infrastrutture.
In consiglio comunale l’amministrazione si è affidata al dott. Sgargi, consulente esterno incaricato di difendere la relazione tecnica. Ma ai cittadini interessano le scelte, non i tecnicismi. Il confronto è stato fatto solo con un mutuo di 23 anni, senza valutare davvero finanziamenti più brevi, e lo stesso consulente ha riconosciuto che parametri diversi potrebbero portare a risultati diversi: il Comune di Tortoreto incassa già oltre 200 mila euro l’anno dai parcheggi a pagamento e potrebbe finanziare l’opera ripagandola in pochi anni, senza tutti questi aumenti.
Il problema non è solo economico ma anche di gestione: in 23 anni cambiano tariffe, turismo e bisogni del territorio, e un contratto così lungo rende difficile correggere la rotta senza costi elevati. Noi vogliamo la piazza, ma vogliamo anche tutelare chi vive e visita Tortoreto, chiedendo soluzioni alternative che non trasformino questa opera in un peso permanente per tutti”.

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