
Spoltore. Con “non poco sconcerto”, il sindaco Chiara Trulli e il presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, affermano di aver appreso le ultime dichiarazioni di Lorenzo Sospiri e Marco Marsilio, presidente del consiglio e della giunta Reginale, in merito al processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Secondo i due, le dichiarazioni “che creano una distanza profonda con gli appelli e le preoccupazioni manifestate dai Comuni e dalle popolazioni coinvolte. Riteniamo – affermano Trulli e Matricciani, -che i pronunciamenti dei Consigli comunali di Spoltore e Montesilvano abbiano manifestato in maniera chiara e netta la loro contrarietà alla prosecuzione di un percorso inefficace e fumoso, e non possano essere trattati con superficialità e indifferenza come invece si sta verificando”.
“Spiace ascoltare”, proseguono i due amministratori spoltoresi, “da chi rappresenta la nostra Regione dichiarazioni pericolose che non tengono minimamente conto delle difficoltà intrinseche al progetto e derivano dalla sostanziale mancanza di conoscenza dei processi che realmente interessano la fusione. Spiace ancor più perché tutto ciò avviene nella totale indifferenza e mancanza di considerazione e di collaborazione da parte di un Ente, la Regione appunto, che avrebbe dovuto supportare sin dall’inizio il processo di fusione e, invece, si è limitata a disegnare un percorso formale, slegato da qualsiasi approfondimento e carente di qualsiasi supporto tecnico e amministrativo. Emerge invece la distanza dalla realtà dei territori, dai processi amministrativi, l’assenza di qualsiasi forma di programmazione regionale coerente con il progetto, che rende impossibile di fatto la realizzazione della gestione associata di alcuni servizi e palesa, infine, il totale disinteresse per i lavoratori coinvolti da questo processo: parliamo sia dei dipendenti comunali sia del personale delle partecipate, sui quali non è mai stata spesa una parola per disegnarne il futuro professionale”.
Secondo Trulli e Matricciani, “i servizi e le funzioni formalmente già associati lo siano solamente sulla carta, poiché di fatto non sono operativi e funzionanti; a ciò si aggiunge la considerazione che le funzioni ancora da associare sono le più complesse e richiedono degli interventi organizzativi e strutturali di grande difficoltà, poiché riguardano la pianificazione urbanistica ed edilizia, i tributi locali, l’organizzazione finanziaria e contabile, la gestione dei servizi di igiene urbana, l’edilizia scolastica e i servizi scolastici (mensa e trasporto), il sistema locale dei servizi sociali, la polizia locale, l’organizzazione degli uffici e, dunque, di tutta la struttura amministrativa dei Comuni. La mancanza di pianificazione e programmazione nella gestione di questi servizi e funzioni fondamentali rischia di creare un caos amministrativo con grave pregiudizio per i cittadini. Un discorso a parte meritano, poi, il settore dei lavori pubblici e il futuro delle numerose società partecipate che erogano servizi fondamentali per la popolazione: in entrambi i casi un salto nel buio di una Nuova Pescara a partire dal 1° gennaio 2027 determinerebbe il serio rischio di una paralisi organizzativa con pesantissime ripercussioni sulla cittadinanza”.
“Crediamo, dunque”, concludono, ” che sia veramente irresponsabile chi afferma con estrema superficialità che si possa addivenire all’azzeramento delle tre municipalità a partire dal 1° gennaio 2027. Chiediamo, quindi, con forza un confronto immediato e non più rinviabile su temi concreti e non su prese di posizione ideologiche e spesso dettate da convenienze e valutazioni personalistiche. In conclusione e dando seguito a tutto quando espresso dal Consiglio comunale di Spoltore all’unanimità, comunichiamo l’intendimento di procedere nel più breve tempo possibile all’indizione di un referendum consultivo per dare voce ai cittadini e mandare un segnale forte e concreto alla Regione, mettendola di fronte ad una realtà popolare che non potrà ancora una volta fingere di ignorare”.



