Solidarietà da Teramo Nostra alla comunità iraniana in città
Iniziativa organizzata lo scorso 10 febbraio in Largo San Matteo

Teramo. L’associazione Culturale Teramo Nostra, rappresentata dal suo Presidente Piero Chiarini, e la Camera del Lavoro Territoriale di Teramo CGIL, nella persona del suo Segretario Pancrazio Cordone, con Laura De Berardinis attivista e pacifista della causa della Birmania, e l’Associazione El Tango del centro, rappresentata dal Presidente Filippo Lembo, martedì scorso, 10 febbraio, hanno organizzato a Teramo in Largo San Matteo, un incontro dove é stata data voce ed è stata espressa solidarietà, alla comunità teramana iraniana presente in città.
Una delegazione composta dagli organizzatori e da due iraniani, accompagnata dal Presidente del Consiglio Comunale di Teramo Alberto Melarangelo é stata ricevuta in Prefettura dove ciascuno ė stato accolto e ascoltato nelle istanze e rappresentazione dei fatti.
A conclusione dell’incontro avvenuto con il Capo di Gabinetto del Prefetto di Teramo è stata consegnata una rosa rossa con la coccarda dell’Iran e una missiva degli astanti, firmata congiuntamente, con chiare richieste al Governo italiano, istituzioni diplomatiche e organismi internazionali per intervenire contro la dura e cruenta repressione governativa che l’Iran sta attualmente vivendo.
Come da programma la serata si è poi svolta in largo San Matteo dove gli organizzatori e la comunità iraniana si sono rivolti direttamente ai cittadini, che si sono raccolti intorno alle candele accese dagli iraniani, le istallazioni, volantini e foto dei loro defunti, deceduti nei recenti scontri in Iran.
Tra i presenti intervenuti si sono aggiunti a livello istituzionale anche i consiglieri, Michele Raiola e Luca Pilotti. Tra il pubblico ha partecipato anche una nutrita rappresentanza degli allievi della scuola di tango argentino e il professore Sandro Melarangelo.
La manifestazione si è conclusa sulle le note del violino di una ragazza iraniana che ha chiesto esplicitamente di restare anonima per non mettere in pericolo la propria famiglia in Iran.




