Progetto sul vino cotto. La protesta del vicesindaco di Cermignano dopo l’incontro al Gal
Sotto accusa il comportamento del presidente Matone

Cermignano. C’è tanta amarezza e delusione nella nota diffusa da Silvio Serrani, vicesindaco del Comune di Cermignano relativamente ad una vicenda accaduta giovedì 28 agosto e nel quale erano presenti anche altri attori istituzionali.
La nota. Attraverso appuntamento fissato antecedentemente, il sottoscritto, unitamente al Sindaco di Cermignano, al Presidente del Consorzio BIM Teramo e al Presidente dell’Associazione “Montonicotto”, si è recato nella sede del GAL Gran Sasso Laga ad illustrare il progetto denominato “Il Rito del Cotto”, consistente in una manifestazione che intende celebrare e valorizzare il Vino Cotto, prodotto simbolo della tradizione contadina teramana, creando un’occasione di forte richiamo turistico, di aggregazione comunitaria e di sostegno all’economia locale. Lo scopo era ovviamente quello di ottenere il patrocinio e una quota di finanziamento per l’iniziativa che reputiamo certamente meritevole di sostegno per le implicazioni di crescita e di promozione territoriale, anche in riferimento all’economia agricola del Comune di Cermignano.
Come è noto, i gruppi di azione locale (GAL) sono enti formati da soggetti pubblici e privati che si occupano di sviluppo dell’area rurale a cui fanno riferimento. Sono cofinanziati dall’Unione europea ma si avvalgono anche di fondi nazionali e regionali. Lo scopo dei Gal è costituito da iniziative di associazione locale il cui obiettivo principale è strutturare e mettere in atto una strategia partecipativa di sviluppo di un’area rurale. Con nostro grande stupore, siamo stati accolti dal Presidente Carlo Matone con toni aggressivi ed ostili, senza che vi fossero motivi pregressi di attrito di alcun genere, tanto più che l’attuale amministrazione di Cermignano è entrata in carica da poco più di due mesi.
Siamo costretti a denunciare pubblicamente l’accaduto e a manifestare tutta la contrarietà nei confronti di un Ente rappresentato da un personaggio di così scarsa sensibilità umana ed istituzionale. Formalmente l’organo decisionale del GAL è il Consiglio di Amministrazione, composto da nove membri (fra i quali lo stesso Presidente del BIM Teramo che era nella nostra delegazione a perorare il predetto progetto di sviluppo), e il medesimo CdA rappresenta un’Assemblea di 86 soci pubblici e privati, che hanno la finalità di promozione del territorio rurale di ben 26 Comuni delle aree interne della Provincia di Teramo, fra i quali appunto Cermignano.
Contestiamo pertanto sia la maleducazione (peraltro gratuita) manifestata dal Presidente del GAL e sia i modi da accentratore con i quali egli pretenderebbe di gestire personalmente un ente che utilizza finanziamenti pubblici europei, piuttosto che coinvolgere il suo CdA nell’analisi e nella valutazione dei progetti che vengono sottoposti all’attenzione del GAL medesimo. Dispiace particolarmente che ancora oggi le piccole realtà territoriali come la nostra debbano subire le intemperanze verbali e caratteriali degli autoproclamati “reucci” che sovraintendono al finanziamento e al sostegno delle attività di sviluppo rurale, i quali reputano di poter trattare dall’alto in basso rappresentanti dei Comuni del territorio, senza nemmeno attenzionare nel merito la qualità e la dignità delle progettazioni elaborate dagli enti che sul territorio lavorano con cura e dedizione.
Nel formulare la speranza che episodi simili non abbiano più a ripetersi, chiediamo pertanto pubblicamente che il progetto denominato “Il Rito del Cotto” venga sottoposto alla discussione e alla deliberazione in seno al Consiglio di Amministrazione del GAL, all’esito della formale seduta del quale auspichiamo di ricevere un riscontro cortese e doveroso sul merito della proposta avanzata”.