
Pescara. “Cinque giorni fa ho invitato ad attribuire il giusto valore e l’adeguata attenzione al principio della gradazione nella vicenda riguardante la famiglia di Palmoli, chiedendo a tutti di mettere il proprio contributo di discernimento, ponderazione e spirito collaborativo. Quando dico tutti, intendo ogni soggetto che ha avuto un ruolo decisionale, agente o patente, nella difficile questione, a partire dai genitori, dai servizi sociali e da tutte le figure istituzionali a proprio modo coinvolte. Di sicuro il sindaco in questa vicenda è stato illuminante e luminoso, mai emotivo. E la condotta del sindaco deve informare di sé la condotta di vita di tutti i soggetti coinvolti per la posizione irripetibile e delicatissima dei bambini
Al di là dell’atteggiamento fondamentale assunto dall’uno o dall’altro, se ripercorriamo all’indietro il tracciato dell’esperienza dolorosa a cui stiamo assistendo da giorni, vediamo come da parte degli operatori è mancato qualcosa, centimetri o decimetri ancora non percorsi. Quando le questioni sono complesse e pongono in campo valori irripetibili, beni irrinunciabili occorre soffermarsi ed essere generosi nella profondità della lettura, perchè poi c’è il rischio che non si possa riaggiustare ciò che si rompe. Mentre le azioni delle Istituzioni sono ripetibili, i danni fatti sulla vita delle persone no.
Il fattore tempo per le Istituzioni è sempre recuperabile, per i danni alle persone no. Finalmente nella vicenda si vede la luce, a partire anche da un atteggiamento di riflessività ulteriore dei genitori. Ora ci aspettiamo il resto da parte degli altri, ci aspettiamo la mano tesa, la collaborazione solidale, la capacità del passo in avanti, sapendo che la questione richiederà anche preghiere per il futuro, oltre che delle premure”. Lo dichiara in una nota l’onorevole Luciano D’Alfonso.



