
Campli. Tutte le sanzioni dell’autovelox di Piancarani, in direzione Teramo-Campli sono illegittime. A stabilirlo ina recente sentenza del giudice di pace, che sta accogliendo i numerosi ricorsi presentati dagli automobilisti multati, condannando la Provincia anche al pagamento delle spese legali.
A sottolinearlo, in una nota, è il sindaco di Campli Federico Agostinelli. Dopo che il prefetto di Teramo aveva ordinato lo spegnimento del dispositivo, sempre nella stessa direzione.
Una sconfitta sonora, che ha un solo responsabile politico: il presidente Camillo D’Angelo, che ha preferito ignorare i nostri ripetuti appelli al buon senso e al rispetto della legge, scegliendo di perseverare nell’errore, con arroganza e ostinazione pur di difendere un impianto contestato da cittadini, istituzioni e tribunali.
Non solo: per difendere l’indifendibile, la Provincia, che pure dispone di un’Avvocatura, ha addirittura incaricato legali esterni, generando così un potenziale doppio danno erariale. Chi risponderà ora di questo enorme spreco di denaro pubblico? Spiace rilevare che saranno, ancora una volta, i cittadini a pagare le spese degli errori di D’Angelo Oltre al danno la beffa, se si pensa che da qualche giorno è stato installato un cartello luminoso per avvisare gli automobilisti dei ridotti limiti di velocità: un maldestro e tardivo tentativo di rimediare all’enorme pasticcio combinato.
Il nostro pensiero va a tutte le famiglie vessate che hanno pagato pesanti sanzioni illegittime e subito, senza potersi difendere, l’ingiustizia di un Presidente che ha usato la sicurezza stradale solo come pretesto per fare cassa, che pare abbia fruttato oltre 3 milioni di euro, probabilmente utili a finanziare la poderosa macchina degli sprechi e delle assunzioni messa in piedi in via Milli.
Pretendiamo che il Presidente D’Angelo chieda pubblicamente scusa alle migliaia di cittadini tartassati e che disponga, immediatamente, la disattivazione dell’autovelox-trappola anche nel tratto Teramo Campli per ristabilire la legalità ed evitare altri esborsi di denaro pubblico, di cui sarà chiamato a rispondere”.



