Allarme truffa rimborso Amazon Prime: come funziona il raggiro dell’assegno e perché non va incassato

Abruzzo. Un assegno da 51 dollari recapitato a casa, una lettera che parla di un rimborso legato ad Amazon Prime e una consegna apparentemente innocua. È così che prende forma una nuova truffa, già segnalata in diversi casi, che sfrutta il nome di Amazon per spingere le vittime a incassare un assegno potenzialmente non valido.
A ricostruire il fenomeno è una nuova analisi di Truffa.net, portale specializzato in informazione e prevenzione delle truffe online e offline. Tra gli episodi emersi c’è anche un caso denunciato da Adiconsum a Formigine, in Emilia-Romagna, che mostra come il raggiro stia iniziando a circolare anche in Italia.
Lo schema è preciso: la vittima riceve una busta contenente un assegno in dollari e una comunicazione che fa riferimento a un presunto rimborso collegato ad Amazon Prime e al Restore Online Shoppers’ Confidence Act. La consegna avviene in modo anomalo: il presunto postino recapita la busta senza richiedere firme, documenti o verifiche particolari.
La truffa risulta credibile perché mescola elementi falsi a riferimenti reali. Negli Stati Uniti, infatti, una procedura di rimborso legata ad Amazon Prime e alla FTC, l’agenzia governativa americana per la tutela dei consumatori, è effettivamente esistita. La lettera richiama questa vicenda, citando riferimenti istituzionali e politici, tra cui il presidente Donald Trump, e indica anche una banca statunitense, la Huntington National Bank.
Il rischio principale nasce nel momento in cui la vittima decide di depositare l’assegno. In una prima fase, la banca può accreditare temporaneamente la somma mentre procede con le verifiche. È in questa finestra tecnica che i truffatori possono agire rapidamente, contattando la persona subito dopo il deposito.
A quel punto viene comunicato che il pagamento sarebbe stato inviato per errore o che sarebbe necessario restituire l’importo ricevuto. La vittima viene quindi invitata a effettuare un bonifico o a seguire istruzioni precise per rimborsare la somma. La dinamica è riconducibile alla cosiddetta overpayment scam, la truffa del pagamento in eccesso: chi cade nel raggiro restituisce denaro reale, ma successivamente l’assegno originario può essere respinto e l’importo accreditato viene stornato.
A rendere il meccanismo ancora più credibile è il fatto che i truffatori sembrano rivolgersi a persone realmente abbonate ad Amazon Prime. Questo dettaglio abbassa la soglia di attenzione, perché la vittima collega il presunto rimborso a un servizio che conosce e utilizza davvero.
Esiste anche un secondo livello di rischio: le comunicazioni successive possono contenere link o istruzioni che portano la vittima a inserire dati personali, credenziali, password o informazioni bancarie, trasformando la truffa in un possibile furto di dati sensibili.
“Come per altre truffe online, anche questa è studiata molto bene. In qualche modo, i criminali sanno di contattare persone realmente abbonate ad Amazon Prime. Ma basta riflettere qualche minuto e l’assegno in dollari è un segnale che deve insospettire. Dunque, nel caso, per nessuna ragione dovete incassare l’assegno”, spiega Nino Lucchesi, esperto di Truffa.net, che suggerisce di rivolgersi ad associazioni dei consumatori o segnalare l’episodio alla Polizia Postale.



