Ordinanza balneare 2026: Costa Sicura e associazioni chiedono alla Regione di prevedere modifiche

Abruzzo. Una lettera per ribadire tutta una serie di concetti legati all’ordinanza balneare 2026 e la criticità che negli anni precedenti, l’ultimo in maniera particolare, ha reso decisamente complicata l’attività di vigilanza e controllo sulle spiagge abruzzesi. In maniera particolare quella compresa tra Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto e Giulianova.
La società Costa Sicura, che assicura in convezione con gli enti l’attività dei bagnini di salvataggio, e alcune associazioni del settore balneare (Oba, Albatour, Balneator, Coba, Operatori turistici di Martinsicuro), hanno inviato una nota al presidente della Regione, Marco Marsilio, al sottosegretario al turismo, Daniele D’Amario al consigliere regionale delegato al demanio, Nicola Campitelli, con la quale avanzano delle osservazioni in ordine alla prossima stagione balneare.
Signor Presidente,
Le scriviamo per l’emananda Ordinanza Balneare 2026, in quanto società che gestisce il servizio di salvataggio, da oltre dieci anni, sui comuni di Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto e Giulianova, nella regione Abruzzo. Nell’anno 2025, vi è stata una significativa difformità, relativa alla gestione del servizio di salvataggio, tra la Regione Marche e la Regione Abruzzo. In particolare, ciò si è verificato in virtù di una “omissione” di disciplina, da parte della Regione Abruzzo, sulla specifica sia del periodo, sia degli orari di obbligatorietà del salvamento a mare. Cosi’ facendo, la Capitaneria di Porto ha “invaso” competenze di natura regionale, disciplinando, in maniera abnorme e irragionevole, l’obbligatorietà di tale servizio, per 10 ore al giorno in maniera continuata. Tale disposizione, oltre ad essere contraria ad ogni più elementare norma di diritto giuslavoristico, ha comportato enormi difficoltà nella gestione del salvamento. Tale disservizio è stato risolto dalla confinante Regione Marche, la quale, ha tempestivamente esercitato la funzione di indirizzo, dapprima nell’indirizzo di Giunta regionale n. 17 Aprile 2025 (che si allega) laddove specifica,a pagina 5, che “È necessario stabilire ed indicare il periodo e la durata della stagione balneare (SB), come previsto all’art. 2 lett. e) del D. Lgs. n. 116/08 e definire con il presente provvedimento la SB per l’anno 2025” e successivamente riprendendo il regolamento Regionale n. 2 del 13.05.2004, all’articolo 2 bis 3. Secondo cui “Il servizio di salvataggio deve essere garantito almeno dalle ore 10,00 alle ore 18,00”.
Di conseguenza, si allegano le ordinanze di Sicurezza balneare di Ancona e San Benedetto del Tronto, laddove, precisamente all’articolo 1.4 vengono dapprima ribadite le competenze e successivamente recepito l’orario di lavoro” Ferme restando le determinazioni della Regione Marche e degli Enti locali per gli aspetti di propria competenza afferenti la gestione del demanio marittimo, nel corso della stagione balneare il servizio di salvataggio dovrà essere obbligatoriamente attivo tutti i giorni per una durata minima continuativa di 8 ore, dalle ore 10.00 alle ore 18.00.”
In alternativa: “In caso il servizio sia svolto mediante piano collettivo di salvamento è consentito che dalle 12.30 alle 14.30 il servizio sia assicurato a rotazione tra le postazioni contigue purchè almeno in una postazione su due consecutive il servizio sia presente, al fine di consentire una pausa non superiore ad un’ora per il recupero psico fisico degli addetti al salvamento”
Pertanto, si chiede di uniformare la disciplina del salvamento a mare per le Regioni di Marche e Abruzzo, esercitando le rispettive attribuzioni. Ad adiuvandum, si sottolinea che, nel
periodo che va dal 17 maggio fino alla prima settimana di giugno e nelle ultime due settimane di Settembre, sarà difficilissimo assicurare il servizio di salvataggio, in quanto il personale adibito è per oltre il 95% impegnato nelle scuole superiori o Università. Il bagnino di salvataggio è, da sempre, esercitato da personale studentesco. Dunque, al fine di scongiurare la chiusura degli stabilimenti balneari per mancanza di personale, si prega di condividere gli esiti del presente scritto.
Per dovere di estrema esaustività e completezza, si allega l’ordinanza Emilia Romagna 2024-2025, con una vocazione turistica, di certo, non inferiore all’Abruzzo.



