Liofilchem Roseto, Brocco non molla: “Stimoli fortissimi, crediamoci e rafforziamo il roster”
Il presidente turbato dagli insulti: "E' un peso enorme dover rispondere alle mie figlie"

Fabio Brocco si apre e mette orgogliosamente (per qualcuno tardivamente) la propria faccia, riconoscendo di essere turbato umanamente ed alcuni errori commessi durante questa stagione, dinanzi a circa 150 persone presenti nella sala consiliare del Comune, dove i sei rappresentanti del Consorzio Le Quote (proprietario della Liofilchem Roseto) comunicano probabilmente per la prima volta negli ultimi 7 mesi, nei quali i biancazzurri sono passati dall’euforia della vittoria del campionato di B ad una stagione fin qui sciagurata in occasione del ritorno in A2.
Non tutti i punti interrogativi di questi mesi hanno avuto delle risposte ma tre sono state le questioni ritenute fondamentali nel corso dell’incontro con la stampa e con i tifosi, con il sindaco a fare le veci di padrone di casa: 1) Parte sportiva; 2) struttura societaria del consorzio; 3) le invettive verso Brocco.
Il primo elemento da sottolineare è che la società non vuole e crede nella salvezza, confermando l’intenzione di volersi rafforzare al più presto con gli ultimi due acquisti a propria disposizione.
“Abbiamo stimoli fortissimi – sottolinea Brocco – soprattutto in questo momento. Chi pensava che stessimo mollando la presa si sbagliava di grosso. Solo sette mesi fa eravamo qui a festeggiare la Coppa e pensavo che saremmo tornati qua dopo un anno ad analizzare la stagione e non tornare già a campionato in corso. Per noi la situazione è altamente stimolante per via delle problematiche, se ci dovessimo salvare da parte mia sarà una soddisfazione ancora più grossa. Lo staff ci crede, la società ci crede, i giocatori ci credono e contiamo di rafforzare il roster il più possibile”.
Brocco poi chiede ai tifosi di tornare a sostenere i giocatori, nella speranza che possano trovare la forza per dare quel qualcosa in più per andare oltre i propri limiti.
“Chi verrà al palazzetto venga a sostenere questi ragazzi – insiste Brocco – perché chiunque come ognuno di noi in questa vita se siamo circondati da affetto dà qualcosa di più ma se c’è disprezzo è molto più difficile, lo chiedo almeno per i ragazzi. Non c’è risultato sportivo che possa valere il disprezzo umano. Noi continuiamo a crederci, di spendere lo spendibile e di portare a casa la salvezza”.
Brocco ha poi riassunto per la prima volta la storia del Consorzio Le Quote fin dagli albori.
Fino a 49 aziende c’erano nel consorzio inizialmente: primo anno palazzetti chiusi, società in debito, aumento di 1200 euro per l’aumento di capitale per portare la società in pareggio ed aderiscono in 12. Anno dopo anno crescono le spese, crescono le ambizioni ma non crescono i sostenitori. Due mesi fa sono stati necessari ulteriori 240mila euro e siamo rimasti in 6: la mia azienda ne versa 200, tre 10, due 5.
Una stagione in A2 pesa 2 milioni di euro, 10 giri di stipendi da 200mila euro. Noi facciamo uno sforzo disumano per giocare con chi ha tessuti imprenditoriali molto importanti. Io sono quello che si è spinto anche fuori di Roseto per trovare delle risorse senza disperdere nessuna cifra, dopo 6 anni vengo visto come l’esattore delle tasse, la gente è stufa di vedere me. L’anno scorso abbiamo speso quasi un milione e mezzo, con 240mila euro messi due mesi fa. C’è stato un calo del 30% degli sponsor e quest’anno io non me la cavo con la mia azienda con una spesa inferiore a 800mila euro. Io mi sono preso questo fardello di fare raccolta fondi e non di parlare di alley-oop. Grava tantissimo sulle mie spalle il progetto ma questo non significa che non ci sarà continuità da parte mia nella volontà di investire”.
Brocco è poi passato ad analizzare una situazione che non si sarebbe mai aspettata, quello di essere insultato dai suoi concittadini, alcuni dei quali ritenuti suoi amici.
“Quando si prendono insulti nel dopogara, quando si prendono insulti sui social, quando si leggono righe per istigare la violenza – precisa il presidente del Consorzio – ma soprattutto essere insultato quando si viene al palazzetto con i miei figli e quando vengono i miei genitori con le buste di caramelle per vedere i nipoti non me lo sarei aspettato.
In curva ci sono alcune persone che non solo hanno il mio numero ma hanno la mia amicizia, gente che può chiamarmi per un caffè o per fare due passi e mi insulta: mi chiedo perché attendere la partita per insultarmi, è un peso enorme dover rispondere alle mie figlie e non so rispondere, perché a giocare in campo non sono io.
Io riscontro tossicità da parte del territorio di me, sia da parte delle aziende e da parte delle persone. Io combatto e voglio vedere questa squadra salvarsi, però il peso umano è enorme e si è arrivati a parlare di me in trasmissioni televisive come persona gelosa e vorrei sapere di cosa: io sono geloso della mia famiglia e non della Pallacanestro Roseto.
Mi si dà dell’antipatico, di persona che non ha empatia, c’è chi scrive questo e parla in tv: io non sarò simpatico ma a queste persone rispondo che simpatico o antipatico io sono rosetano e ci metto tutto il cuore. La Pallacanestro Roseto è ignorata dalla Regione dal primo giorno, venite a vedere una partita.
I prossimi mesi saranno fondamentali per capire quanta passione ancora c’è e qual è l’umore generale, se sono ancora capace a fare fronte di questa campagna di insulti. Io sosterrò sempre la pallacanestro, l’ho fatto prima e lo farò in futuro”.



