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Teramo

La Regione ha chiarito le sue scelte sulla sanità: privatizzarla. L’intervento

Nel Piano Operativo 2026-2028 consegnato al Tavolo di monitoraggio interministeriale della sanità lo scorso 30 gennaio, la Regione Abruzzo confessa la propria volontà di privatizzare la sanità regionale.

Si legge nel Piano Operativo che “… la ristrutturazione/riqualificazione dell’offerta del Servizio sanitario regionale, – passa – attraverso il ricorso a strumenti di partenariato pubblico-privato, relativamente a presidi ospedalieri caratterizzati da elevati costi di gestione e bassa produzione di volumi di attività”.
Sono affermazioni, formalizzate in documenti ufficiali, che non lasciano dubbi sulle intenzioni del governo regionale: cedere ai privati interi ospedali. Ristrutturare/riqualificare l’offerta del Servizio sanitario regionale svendendo le strutture che gli stessi decisori regionali hanno indebolito. Si potrebbe pensare che il depauperamento dei presidi ospedalieri sia stato operato scientemente, con l’obiettivo di consegnarli ai privati.
L’epilogo della privatizzazione della sanità regionale era agevolmente preventivabile da tempo. L’Associazione “Antonio Gramsci Abruzzo” lo ha denunciato da oltre un anno.
Un grido di allarme che è rimasto colpevolmente inascoltato sia dai rappresentanti regionali di maggioranza, sia da quelli di minoranza.
Noi continuiamo la nostra battaglia per la difesa della Sanità pubblica, per il rispetto e il pieno adempimento del fondamentale diritto alla salute, ribadendo, ancora una volta, che questo scempio può essere fermato solo con la mobilitazione pacifica e consapevole dei cittadini, per affermare il primato dei propri irrinunciabili diritti, per ribadire la necessità e l’urgenza di una sanità pubblica, diffusa, generalista ed efficiente.

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