Scuola, Prospettiva Atri, “Le frazioni perdono i loro bambini”. La replica del Comune
L'assessore Felicione smentisce la coalizione

Atri. “Da quest’anno lo scuolabus del Comune di Notaresco è stato autorizzato a entrare nel territorio di Atri per prendere alcuni bambini residenti nelle nostre frazioni e accompagnarli alla scuola primaria di Notaresco”.
A farlo sapere in una nota è la coalizione Prospettiva Atri.
“La ragione indicata dalle famiglie è semplice: a Notaresco c’è il tempo pieno. Alla scuola primaria di Casoli no. E il tempo pieno non è disponibile in nessuna scuola primaria del territorio comunale di Atri. Non abbiamo nulla da rimproverare ai genitori, che hanno il diritto di scegliere i servizi più adatti alle proprie necessità. E non abbiamo nulla da rimproverare al Comune di Notaresco, che ha reso la propria scuola più attrattiva e si è organizzato per raggiungere gli alunni fino al nostro territorio”.
“Il problema è ciò che ad Atri non è stato fatto in oltre quindici anni di governo della stessa classe politica”.
E ancora: “La nuova prima classe della scuola primaria di Casoli è composta da 12 bambini. Lo scorso anno i nuovi iscritti erano 17: cinque in meno, quasi il 30%. Con questi numeri, ogni iscrizione conta e ogni segnale dovrebbe essere letto per tempo. Soprattutto dal vicesindaco e assessore all’Istruzione Domenico Felicione, che è espressione della comunità di Casoli, segue la vita del Consiglio comunale dal 2001 e detiene le deleghe all’Istruzione e ai servizi scolastici dal 2018. Non può dire di non conoscere la denatalità e le difficoltà delle scuole delle frazioni. Mentre continuava a ripetere che “a Casoli va tutto bene”, i numeri raccontavano una storia diversa”.
“La questione del tempo pieno non nasce oggi. Nel 2025, insieme alla nostra consigliera Italiani, ben 21 famiglie ne chiesero l’attivazione nella scuola primaria di Atri. Prospettiva Atri scrisse al Ministero, all’Ufficio scolastico e alle istituzioni competenti. In Consiglio comunale Felicione assicurò che avrebbe interessato la scuola. È trascorso più di un anno. Quali iniziative concrete sono state assunte? Nessuna”.
“Il Comune ha competenze essenziali su edifici, spazi, mensa, trasporto e servizi di supporto. Deve raccogliere la domanda delle famiglie, programmare le risorse e creare tutte le condizioni necessarie affinché la scuola e l’Ufficio scolastico possano attivare il servizio. Dire di aver “chiesto alla scuola” non basta. Non significa garantire un servizio, non significa contrastare lo spopolamento o governare”.
“Nel documento unico di programmazione DUP 2027-2029, approvato dalla Giunta il 24 luglio scorso con Felicione presente, l’Amministrazione scrive che, per acquisire iscrizioni dai territori limitrofi, “sarà attivato un servizio di doposcuola pomeridiano con relativo servizio mensa” e che vuole “evitare al massimo la mobilità degli studenti”. Meno di due mesi dopo sta accadendo esattamente il contrario”.
“Non è Atri ad attrarre bambini dai Comuni vicini. È lo scuolabus di Notaresco a entrare nel nostro territorio per accompagnare fuori i bambini atriani. Il doposcuola promesso nel DUP deve essere attivato, ma non è il tempo pieno e non può diventare un’altra soluzione provvisoria con cui rinviare il problema”.
“Lo avevamo anticipato affrontando le criticità della scuola di Fontanelle: i plessi delle frazioni non si salvano con promesse coniugate al futuro da 15 anni e piú. Si salvano con servizi, manutenzione, qualità dell’offerta e programmazione”, prosegue l’attacco di Prospettiva Atri. “Le scuole non sono soltanto edifici. Sono i luoghi nei quali nascono amicizie, rapporti tra famiglie e appartenenza alla comunità. Mentre i bambini frequentano scuole e attività di altri Comuni, anche la vita delle famiglie finisce progressivamente per orientarsi verso quei territori”.
LE POLEMICHE SULLA SITUAZIONE FINANZIARIA
“Tutto questo ragionamento, oltre che a sottolineare l’inefficacia delle politiche messe in atto dall’assessore Felicione, ci porta ancora una volta alla situazione finanziaria del Comune. Atri è sottoposta a un Piano di riequilibrio della durata di quindici anni, deve destinare ogni anno quasi 900.000 euro al recupero del disavanzo generato da questa amministrazione e vive da tempo una grave crisi di liquidità, ricorrendo sistematicamente all’anticipazione di tesoreria. Il disavanzo riduce le risorse disponibili e impedisce di finanziare anche gli spazi, la mensa, il trasporto e i servizi comunali necessari al tempo pieno. E’ così che il disavanzo impatta brutalmente con la vita quotidiana delle famiglie, che sono costrette a cercare altrove ciò che Atri non riesce più a garantire.
Questa è la verità che Felicione dovrebbe avere il coraggio di dire. Se sosterrà che le risorse esistano, indichi il costo, la copertura finanziaria e una data certa per l’attivazione del servizio. In entrambi i casi, non può sottrarsi alla propria responsabilità”.
Per la coalizione di Prospettiva Atri il punto è uno: “il tempo pieno nelle scuole primarie non può essere ulteriormente rinviato. Attivare quel servizio che richiediamo da anni, rappresenterebbe una politica concreta contro lo spopolamento, a sostegno delle famiglie e capace di rendere Atri più attrattiva per chi deve scegliere dove vivere e far crescere i propri figli. Molto probabilmente per Felicione e la maggioranza non é cosí! Il disavanzo maturato durante gli anni di governo di questa maggioranza oggi viene pagato da tutti i cittadini: anche dalle frazioni che perdono servizi e dalle famiglie che si rivolgono fuori Comune”.
“Questa Amministrazione di centrodestra, da anni, dimostra convintamente che le politiche per le famiglie e la a tutela dei territori, soprattutto delle frazioni , non sono una loro priorità. Per la coalizione di Prospettiva Atri, invece, prima vengono le famiglie, i servizi territoriali e il lavoro. Prima viene il futuro di Atri”.
LA REPLICA DEL COMUNE
“Mettendo a confronto la narrazione mediatica di Prospettiva Atri con gli atti amministrativi ufficiali, l’attacco sferrato contro l’Amministrazione comunale crolla di fronte alle evidenze numeriche e normativo-istituzionali. A Casoli di Atri la Scuola Primaria prosegue l’attività in modo pienamente regolare. La nuova prima classe parte con 12 iscritti, a fronte di una media storica di circa 15 nati annualmente nelle frazioni, garantendo un corso autonomo, ordinario e del tutto privo di pluriclassi, senza alcun residente di Casoli di Atri iscritto a Notaresco”.
Così l’assessore all’Istruzione del Comune di Atri, il vicesindaco Domenico Felicione, smentisce il gruppo di minoranza di Prospettiva Atri relativamente alle polemiche sulle scuole nelle frazioni.
“In merito al tempo pieno, la situazione va inquadrata nel contesto regionale: in Abruzzo la percentuale di alunni che frequentano il tempo pieno si attesta tra il 28% e il 31%, a causa della frammentazione demografica delle aree interne. La mancata attivazione del servizio non è un taglio comunale, ma dipende esclusivamente dai criteri di assegnazione dell’organico docenti da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale (Ministero dell’Istruzione). L’Amministrazione comunale ha garantito ed erogato tempestivamente la copertura per mensa e trasporti indispensabile alla Direzione Didattica per inoltrare la richiesta”.
“La mobilità scolastica, inoltre, – aggiunge – non è un fenomeno a senso unico. Se una ristretta quota di alunni di zone di confine sceglie opzioni esterne, i plessi di Atri registrano un costante e positivo flusso in ingresso, accogliendo ogni anno circa 12 studenti delle scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado residenti nei Comuni limitrofi”.
E ancora: “Dagli atti emerge inoltre una netta contraddizione politica: mentre Prospettiva Atri accusa la Giunta di spopolamento, l’interrogazione consiliare depositata dalla minoranza il 6 agosto 2026 solleva una questione circoscritta a soli 5 bambini complessivi di altre frazioni e sollecita formalmente il Comune di Atri a firmare la convenzione per lo scuolabus che li accompagna a studiare proprio a Notaresco. Dal 2018 ad oggi la tutela delle nostre scuole, in particolare nelle frazioni, è stata una priorità assoluta di questa Amministrazione”.
“Accusarci di mancata programmazione significa ignorare la realtà: il Comune ha fatto tutto ciò che era in suo potere, approvando e garantendo i servizi di mensa e trasporto necessari per richiedere il tempo pieno, prima che la richiesta venisse bloccata dai vincoli di organico del Ministero. Non solo: proprio nell’anno scolastico 2018/2019, per non lasciare sole le famiglie, ci siamo spinti oltre, programmando un servizio integrativo di doposcuola e mensa. Se questa misura ha incontrato oggettive difficoltà pratiche o di adesione nella sua fase di attivazione, ciò non cancella la reale volontà dell’Ente, che resta pronto a fare la sua parte”.
“Troviamo paradossale – conclude Felicione a nome dell’intera amministrazione – che l’opposizione ci attacchi sostenendo che Atri perda i suoi studenti e poi, con atti ufficiali ricevuti in Comune, pretenda che l’Amministrazione autorizzi il trasporto scolastico per mandare i nostri bambini negli istituti dei Comuni vicini. I dati reali dicono che a Casoli di Atri la scuola è aperta, autonoma e non ha pluriclassi, e che Atri continua a essere un polo didattico d’eccellenza in grado di attrarre studenti dai comuni limitrofi anche per la Primarie e la Secondarie di Primo Grado. La scuola si difende lavorando sui servizi e collaborando con la direzione didattica, non certo diffondendo allarmismi”.



