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Chieti

Dimissioni Bagnai, parte la corsa alle suppletive di Chieti: tutti i nomi sul tavolo

Il collegio conquistato facilmente dal centrodestra nel 2022 diventa un test nazionale. Nella Lega circolano i nomi di Bucci e D’Eramo, ma nel centrodestra prende quota anche l’ipotesi Magnacca. Paolucci e Castaldi tra le opzioni del campo largo, Bocchino per Vannacci

Chieti. Con l’ufficializzazione, il 15 settembre, delle dimissioni di Alberto Bagnai dalla Camera dei deputati prende formalmente avvio il percorso destinato a portare alle elezioni suppletive nel collegio uninominale di Chieti.

L’economista della Lega, eletto nel 2018 al Senato in Abruzzo e poi spostato nel 2022 sull’uninominale teatino della Camera, lascia Montecitorio dopo la nomina a componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Nella stessa giornata del 15 settembre l’Assemblea ha preso atto delle dimissioni e la Giunta delle elezioni ha dichiarato vacante il seggio del collegio uninominale. La normativa prevede che le suppletive siano indette entro novanta giorni dalla vacanza dichiarata dalla Giunta delle elezioni. Il calendario dovrebbe dunque collocare il voto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, salvo uno scioglimento anticipato delle Camere.
Quello di Chieti si annuncia però come un appuntamento ben diverso dalla passeggiata elettorale del 2022. Quattro anni fa Bagnai vinse con il 45,9 per cento, staccando nettamente la candidata del centrosinistra Elisabetta Merlino, ferma al 22,1 per cento. A favorire il centrodestra furono anche le divisioni degli avversari: il Movimento 5 Stelle raccolse oltre il 22 per cento con Carmela Grippa, mentre il Terzo polo superò il 6 per cento.
La semplice somma dei voti ottenuti allora da centrosinistra, Movimento 5 Stelle e Azione-Italia Viva superava quella del centrodestra. Un dato che non può essere trasferito automaticamente sul prossimo voto, ma che spiega perché il ricompattamento del campo largo renda oggi il collegio contendibile.
Le suppletive chietine potrebbero quindi attirare un’attenzione nazionale non inferiore a quella riservata al voto di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre. Saranno un test per la coalizione di governo, per l’alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle e per Futuro Nazionale, la nuova formazione guidata da Roberto Vannacci.
Il tutto in una regione politicamente strategica, cerniera tra Nord e Sud e tradizionalmente capace di anticipare tendenze nazionali.
Nel centrodestra il collegio viene considerato ancora in quota Lega, ma la scelta finale sarà presa a Roma. Tra i primi nomi che circolano c’è quello di Maurizio Bucci, coordinatore provinciale del Carroccio e sindaco di Gamberale, esponente radicato nel territorio teatino.
L’altro profilo sul tavolo sarebbe quello del sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo. Non essendo parlamentare in carica, D’Eramo potrebbe candidarsi e garantire alla competizione un peso politico nazionale. Più defilato, almeno per ora, il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e presidente della Commissione Bilancio. Il suo mandato regionale scadrà nel 2029 e una candidatura a Montecitorio aprirebbe inevitabilmente una nuova partita negli equilibri interni del partito.

Non sarebbero orientati a una candidatura neppure gli ex deputati Antonio Zennaro e Giuseppe Bellachioma. Zennaro, eletto nel 2018 nel collegio uninominale di Teramo e ricandidato nel 2022 nella lista proporzionale della Lega, lavora oggi nel settore previdenziale e siede nel consiglio di amministrazione di Consap S.p.A., società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia. Bellachioma, rientrato nella Lega soltanto nei mesi scorsi, sarebbe invece concentrato sulla riorganizzazione del partito a Roseto degli Abruzzi in vista delle amministrative del 2027. Negli ambienti del centrodestra regionale, tuttavia, si ragiona anche su un’ipotesi più larga. Se i sondaggi dovessero confermare un collegio in bilico per effetto dell’unità delle opposizioni e della presenza di Futuro Nazionale, la coalizione potrebbe puntare su un nome forte di Fratelli d’Italia.
Il profilo indicato con maggiore insistenza è quello dell’assessore regionale Tiziana Magnacca, già sindaca di San Salvo e prima degli eletti nella provincia di Chieti alle regionali del 2024 con oltre 9.600 preferenze. La sua candidatura metterebbe in campo un radicamento personale difficilmente contestabile.
Forza Italia, invece, non sembrerebbe interessata a rivendicare il collegio. Il nome più competitivo sarebbe quello di Daniele D’Amario, consigliere regionale e sottosegretario alla Presidenza con delega al Turismo e alla Programmazione. Una sua candidatura comporterebbe però la rinuncia a un incarico che garantisce al partito di Antonio Tajani una notevole visibilità.
Sul fronte opposto, nel Partito democratico stanno aumentando le quotazioni di Silvio Paolucci, capogruppo in Consiglio regionale, già assessore alla Sanità e al Bilancio e forte di un consolidato consenso personale nella provincia teatina.
La scelta, tuttavia, dipenderà dagli equilibri nazionali del campo largo. Nelle suppletive venete una delle candidature unitarie era stata affidata a Italia Viva, mentre a Reggio Calabria il fronte progressista ha puntato su Frank Benedetto, già capogruppo del Pd in Consiglio comunale. Seguendo una logica di compensazione tra i partiti, questa volta il collegio di Chieti potrebbe essere rivendicato dal Movimento 5 Stelle.
In questo caso il nome naturale sarebbe quello di Gianluca Castaldi, vastese, già sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e senatore per due legislature. Castaldi non fu ricandidato nel 2022 per effetto del limite dei due mandati. Giuseppe Conte potrebbe però concedere una deroga, soprattutto se il Movimento ottenesse dagli alleati la titolarità della candidatura.
La vera novità sarebbe rappresentata da Futuro Nazionale. Dopo la candidatura autonoma presentata alle suppletive di Reggio Calabria, appare molto probabile che il partito di Roberto Vannacci voglia misurarsi anche in Abruzzo.
Il nome più forte sarebbe quello di Sabrina Bocchino, già consigliera regionale della Lega, passata nei mesi scorsi con Vannacci e particolarmente attiva nel Vastese. Una sua candidatura avrebbe un evidente valore politico: contenderebbe voti soprattutto alla Lega e trasformerebbe Chieti nel primo confronto diretto abruzzese tra il centrodestra di governo e la nuova destra vannacciana.
Le candidature ufficiali arriveranno soltanto dopo la convocazione del voto. Ma la partita è già cominciata. In palio non ci sarà soltanto un seggio destinato a durare pochi mesi: Chieti sarà una prova generale delle politiche del 2027 e il primo vero test sulla tenuta dei nuovi equilibri politici nazionali.

 

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