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Nereto, ponte di Campodino: atto di indirizzo approvato in consiglio comunale

Seduta fiume e a tratti spigolosa. Perizia tecnica e diffida alla Provincia. Necessario trovare punto di intesa

Nereto. Un atto di indirizzo politico, ma anche di contestazione tecnico-amministrativa, che appare molto chiaro nel percorso e negli obiettivi.

Una perizia tecnica necessaria per cristallizzare vari elementi sul ponte di Campodino, di reperire la documentazione (al momento assente) per quanto riguarda la riconsegna definitiva del ponte nel 2001 e del 2015 (quando furono effettuati gli ultimi lavori).
E di diffidare la Provincia di Teramo a porre in essere ogni intervento utile per ripristinare, in maniera urgente, le condizioni di percorribilità e di sicurezza dell’attraversamento viario tra Nereto, Sant’Omero e di collegamento con Torano Nuovo.
E’ un passaggio importante (che poi potrebbe anche aprire scenari nuovi, anche in termini di contenziosi qualora non si troverà una quadra), quello che è stato scritto ieri sera, 15 maggio, nel consiglio comunale straordinario, e aperto anche ad interventi esterni, sulla nebulosa situazione del ponte di Campodino. Opera ripristinata nel 2015 (ma che sembra presentare grosse criticità), al confine tra Nereto e Sant’Omero. Ponte chiuso per alcune criticità da circa un mese, in attesa che rischi e responsabilità vengano accertate.
Il consiglio comunale, spigoloso in alcuni passaggi, soprattutto dopo l’intervento del Presidente della Provincia Camillo D’Angelo (che ha poi abbandonato la seduta), ha consentito, grazie anche alla puntuale ricostruzione del sindaco Daniele Laurenzi, di ricostruire vari passaggi della vicenda. Che però ora vanno definiti e risolti. In ordine alla necessità di riaprire il ponte, in sicurezza ovviamente, di definire la proprietà dell’attraversamento e gli interventi da effettuare. Va detto che il ponte ora è chiuso e la cosa crea oggettivi disagi per chi in quella zona vive e lavora e da qui l’urgenza di trovare una via d’uscita, sempre nel rispetto di regole e procedure.
Diversi i contributi esterni durante la seduta. Dal presidente della Provincia D’Angelo che nell’occasione ha mostrato disponibilità a trovare una soluzione al problema, con un aiuto della Provincia (parlando però di un attraversamento di proprietà dei Comuni), del consigliere regionale Dino Pepe, dei consiglieri provinciali Luciano Giansante, Pietro Adriani e Maria Cristina Cianella, dei sindaci di Sant’Omero (Andrea Luzii) e Torano Nuovo (Anna Ciammariconi).

La discussione, anche franca in alcuni passaggi, ma tesa essenzialmente a trovare una soluzione condivisa, ha comunque prodotto l’approvazione della delibera con i soli voti della maggioranza. Il gruppo di minoranza si è astenuto, chiedendo di congelare la delibera e trovare una soluzione condivisa con tutti gli attori interessati.

Le criticità. Il sindaco Daniele Laurenzi ha evidenziato una serie di aspetti critici e di una interlocuzione nata con la Provincia nell’autunno del 2025, quando sono emersi sgrottamenti e altre problematiche.
Dai verbali sulla effettiva proprietà del ponte (manca un titolo utile per ritenere che il ponte possa essere acquisito al patrimonio comunale), dal collaudo arrivato dopo l’apertura del ponte e dalla gabbionatura dell’opera che no sembra esserci o comunque essere difforme rispetto al progetto. Insomma elementi che necessitano di essere affrontati e risolti. Appunti sui quali la Provincia, nemmeno ieri sera, ha fornito spiegazioni. Anzi la relazione del dirigente provinciale, poi letta in aula, prefigura scenari diversi.

La delibera. L’atto di indirizzo, come sottolineato, dà mandato al responsabile dell’area tecnica di redigere una perizia che chiarisca la presunta assenza della gabbionata rispetto al progetto e se tale carenza, se confermata abbia pregiudicato la durabilità dell’opera e la sicurezza della viabilità e quindi sia causa diretta del cedimento attuale verificatosi senza l’eccezionalità di fenomeni alluvionali registrati dal 2015 ad oggi.
Dare mandato all’ufficio tecnico comunale di reperire e accertare l’assenza della documentazione oggetto di richieste del Sindaco inerente l’argomento in questione, agli atti del protocollo generale, ed in particolare la pratica di deposito al Genio Civile e i verbali di riconsegna definitiva del 2001 e del 2015 nonché ogni ulteriore atto amministrativo di riconsegna dell’opera pubblica da parte della Provincia di Teramo al Comune di Nereto necessari ad essere titolo valido per l’acquisizione del ponte al patrimonio comunale.
Contestare l’eventuale non corrispondenza tra l’opera realizzata e il progetto approvato, con particolare riferimento alla presunta mancata realizzazione della gabbionata prevista in progetto;
Diffidare la Provincia di Teramo a porre in essere ogni opera o lavoro atto a ripristinare, urgentemente, le idonee condizioni di percorribilità e sicurezza, nel rispetto delle normative tecniche per la tipologia di strada, essendo l’opera ancora nella propria sfera di responsabilità tecnico-giuridica mancando la documentazione valida per la riconsegna definitiva dell’opera post lavori 2015 ai fini dell’acquisizione dell’infrastruttura a patrimonio indisponibile dell’Ente, stante l’attuale impercorribilità della strada, la situazione di rischio e le conseguenti limitazioni alla viabilità intercomunale per le comunità di Nereto, Sant’Omero e Torano Nuovo con risvolti socio-economici negativi e disagi per i residenti dei comuni coinvolti, le imprese e la mobilità scolastica dell’area.
Con la chiosa, di dare mandato al sindaco Laurenzi di tutelare i diritti e gli interessi dell’Ente nelle sedi giurisdizionali preposte.
Da parte del consigliere provinciale Pietro Adriani, presente al consiglio, è stata anticipata la volontà di portare le questione nella commissione provinciale di vigilanza.

Il punto di intesa ruota attorno anche a chi dovrà fare cosa, in ordine agli interventi economici di ripristino, per i quali è stata chiamata in causa la Provincia.

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