
Corropoli. Della sua passione ne aveva fatto una professione che ne aveva esaltato, nel corso degli anni le due indubbie qualità. E’ scomparso nelle ultime ore, a Corropoli, Giuseppe “Peppino” Lamona.
Aveva 72 anni. Diplomato enologo, Lamona aveva legato il suo nome ad una serie di cantine della zona. Dalla cantina e distilleria Marozzi di Martinsucuro, alla Frontenac, dove aveva ricoperto il ruolo di direttore generale per anni.
E poi tante esperienze come fondatore della cantina Aga di Corropoli e direttore della cantina sociale di Ortona, per citarne alcune.
In pratica, una figura conosciuta e decisamente molto apprezzata, sul piano professionale, nel suo ambito.
E un bel ricordo di Peppino Lamona lo traccia l’associazione “Rosa di Maria Regina”
“Ci sono uomini che non si limitano a vivere il proprio tempo, ma ne diventano i custodi, i narratori, l’anima stessa. La scomparsa di Giuseppe “Peppino” Lamona rappresenta per l’Associazione “Rosa di Maria Regina” APS-ETS una perdita immensa, un vuoto che tocca le corde più profonde della nostra storia. Peppino non è stato solo un collaboratore prezioso, ma il cuore pulsante e la mente lucida dietro le edizioni della “Festa de Lu Machenà”, la grande rievocazione capace di ridare vita e dignità all’epopea rurale della Val Vibrata.
Il suo contributo ha elevato la festa a un vero e proprio rito collettivo di memoria e appartenenza. Già nel settembre del 2024, Peppino era stato il grande regista culturale dello storico incontro “Arvé lu magnà d’ lu Machenà” tenutosi nella Chiesetta di Ravigliano.
In quel luogo sacro alla tradizione, la sua sapienza di enologo di fama internazionale si era fusa magicamente con i racconti dei testimoni del tempo. Peppino era riuscito a trasformare la cucina della trebbiatura in un racconto mitico, celebrando il legame ancestrale tra l’uomo, la fatica e la terra di una contrada da sempre baciata dall’abbondanza, come ricorda il leggendario detto “Rav’jà tant uije e tant rà” (A Ravigliano tanto olio e tanto grano).
Nel 2025, la sua sete di futuro e la sua venerazione per le radici avevano trovato il culmine nella presentazione del libro di Vincenzina Cicconi, “Lu Bbellë Parlà”. Peppino aveva colto immediatamente l’importanza cruciale di quel momento: il dialetto non era solo lingua, ma l’eco immortale dei nostri antenati, un patrimonio da difendere. Con i suoi interventi illuminanti e la sua energia travolgente, aveva trasformato la benedizione delle antiche macchine agricole in un momento di pura commozione e orgoglio identitario.
I funerali di Lamona si terranno lunedì 18 maggio, alle ore 15.30, nella chiesa dello Spirito Santo al Bivio di Corropoli.



