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Il Pescara ci prova ma cede alla capolista Venezia

Venezia (3-5-2): Stankovic, Schingtienne, Svoboda, Sverko, Hainaut, Sagrado, Duncan, Kike Perez, Busio, Yeboah, Adorante. In panchina: Plizzari, Grandi, Franjic, Haps, Korac, Sidibè, Venturi, Bohinen, Dagasso, Farji, Lella, Pietrelli, Casas, Lauberbach. Allenatore: Giovanni Stroppa

Pescara (4-3-1-2): Saio, Gravillon, Capellini, Bettella, Cagnano, Brugman, Lamine Fanne, Valzania, Meazzi, Olzer, Di Nardo. In panchina: Profeta, Bonassi, Altare, Faraoni, Letizia, Corbo, Acampora, Berardi, Insigne, Russo. Allenatore: Giorgio Gorgone

Arbitro: Alberto Ruben Arena.

Reti: 17′ e 58′ Di Nardo, 41′ Adorante, 47′ Yeboah, 75′ Hainaut

Avvio corsaro del Pescara che al 17′ passa in vantaggio: Brugman vede Di Marco libero di sganciarsi sul filo del fuorigioco e lo lancia in verticale per l’imbucata sottoporta. Poi, però, l’entusiasmo fa esagerare la squadra di Gorgone che pecca spesso di copertura: il Venezia si era fatto pericoloso già prima del goal e ci mette poco ad arrivare numerose volte in porta, con sai ripetutamente salvifico. Così, al 41′, arriva il pari dei lagunari: Perez libero di montare palla al piede per vie centrali, Adorante lasciato altrettanto libero da Gravillon in area e la gira agevolmente in rete. La capolista si riprende il proprio ruolo e al 2′ di recupero raddoppia: Perez, stavolta da sinistra, affonda e la mette in mezzo, a centro area la difesa latita, Yeboah si infila e la spinge in rete prima dell’intervallo.

Il Delfino, però, non ci sta a mollare e, dopo un primo tentativo pericoloso al 56′, Di Nardo la pareggia ancora al 58′: Berardi, in ripartenza sulla sinistra, lo illumina per l’inserimento e stavolta l’attaccante biancazzurro non sbaglia la deviazione. Se il Venezia vuole, però, sa far pesare il proprio peso tecnico e al 76′ fa salire il Pescara su una giostra letale: manovra compatta, la difesa pescarese rincula, Yeboah crossa, Lauberbach lascia scorrere per l’accorrente Hainaut che deve solo spingerla nella porta lasciata vuota da Saio, uscito a coprire sulla finta. Gorgone cerca il colpo di coda nel finale con l’inserimento di Lorenzo Insigne capace di inanellare vari corner per i suoi. Non basta, Stroppa sa come coprirsi e gestirla fino al triplice fischio.

Al netto dei soliti errori difensivi, il Pescara ha fatto vedere la reazione che Gorgone richiedeva. Non capitalizza un insperato pareggio in casa della capolista ma, quantomeno, dimostra di essere ancora capace di inseguire una salvezza sempre più complicata.

 

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