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Cinque sfumature di Meunier: la rubrica

Sul vitigno pinot Meunier, ho già detto molto nelle precedenti recensioni, soprattutto di quanto sia sottovalutato da ristoratori ed enotecari. Poche sono le proposte di champagne di Meunier in purezza nella nostra zona al contrario dei prodotti in blend con i più blasonati chardonnay e pinot noir.

Il Meunier è un figlioccio del pinot noir in quanto mutazione spontanea avvenuta nel tempo e, per indagare sulle sue potenzialità, abbiamo organizzato una degustazione a tema champagne di Meunier in purezza, 4 bianchi ed uno rosè tutti di zone e maison diverse per analizzare il rapporto identità del vitigno con il terroir e la mano dello chef de cave! Iniziamo con il Meteyer (vigneron independant) Exclusif nature 100% Meunier della vallèe de la Marne sponda nord (Trelou sur marne). Colore giallo brillante, al naso rivela in modo diretto il sentore “marchio di fabbrica” del Meunier cioè lì’amaricante stile rabarbaro che disorienta lievemente i nostri “nasi”!

Ci vuole qualche minuto per comprenderlo e “porlo” nella “banca dati enologica”! In bocca si dimostra meno monotematico che al naso, con una grande freschezza ed una bollicina finissima; la prova del vino senza bollicina (oramai un must delle degustazioni) rivela un vino più complesso rispetto a quello spumantizzato. L’azienda ha svolto una breve presa di spuma per enfatizzare il varietale del vitigno e ci è riuscita decisamente. E’ lo champagne didatticamente più adatto per capire cos’è il Meunier. Costa 50 euro ed è distribuito in Italia da Mavolo srl. Il secondo champagne è una versione molto diversa dalla prima per struttura e grassezza ma con il filo conduttore dell’amaricante seppur percettibile alla fine dell’assaggio. Il BIO BRUT di Albert Lebrun (maison del 1860) è un Meunier proveniente dalla vallèe de l’ardre prodotto con vino affinato in barrique un anno quindi spumantizzato per tre anni e con aggiunta di vino di riserva per un 15%.

E’ l’arma che ho usato nella degustazione con la cucina canzanese ed ha dimostrato una versatilità enorme negli abbinamenti con piatti saporiti ma poco grassi. Ottima mano dello chef de cave, possiede la certificazione bio France 017 e costa 60 euro in enoteca. E’ importato in Italia da Premium Wine Selection. Con il terzo champagne saliamo sulla “punta nord” della Champagne ove immensi boschi e venti freddi del vicino oceano Atlantico (c’è solamente la Bretagna di mezzo) caratterizzano il Massif de Saint Thierry comunemente denominata “La petite montagne de Reims” in quanto è proprio un’appendice alla stessa. Ad Hermonville, la maison Ullens produce l’ L.P.M. 100% meunier extra brut (2,8 grammi per litro), uno champagne che deve la sua imponente struttura al vino base (affinamento in barrique)e alla lavorazione sui lieviti svolta da una gran “mano”. In questa zona il rapporto ettari di vigna/ettari di bosco è di uno a cinque permettendo l’esistenza di un vero ecosistema con enorme diversità di flora e fauna compresa la famosa ape rustica francese, oramai quasi estinta, vera e propria “sentinella” della vigna nei confronti di parassiti e insetti “vignicida”.

Bel prodotto per degustatori esperti! L’unica nota negativa è stata la scarsa percezione del varietale del vitigno. Costa 82 euro ed è importato da Sun Import. Quarto champagne decisamente atipico in quanto frutto di una zona in cui il meunier è raro: la Montaigne de Reims! E’ la zona più blasonata e di elevato valore economico della Champagne in cui il pinot noir regna sovrano ma ci sono delle zone di confine (zone frontalieres) verso la vallèe de l’Ardre in cui è possibile vedere vigne di meunier con il terroir di Reims specialmente il famoso sottosuolo gessoso contenente tanta sapidità (gesso intriso di fossili marini di età giurassica). Villers aux noeds è un paesotto ai margini ovest della montaigne de reims già eletto LIEU DIT dai monaci cistercensi ai tempi dei tempi, in cui Paul Langlais nel 1998 rilevò e valorizzò i vigneti di famiglia fondando la maison Solemme.

L’ Ambre millesimato 2016 particella catastale La Motelle nature Solemme si presenta nel calice con un colore ramato chiaro/brillante e si può bere anche solamente col “naso” tanta è la vinosità e la gessosità (sapidità marcata e complessa) percettibili olfattivamente. Al palato è un’esplosione del TUTTO e capisco il motivo per cui ha stravinto il “Tour della Champagne” svoltosi in enoteca nel 2024 e di cui trovate tutte le recensioni su cityrumors. Il terroir ha plasmato il Meunier facendogli perdere il sentore amaricante ma donandogli molto altro.
Come si distingue da un pinot noir della stessa zona? Ma dalla totale mancanza di spigolosità e dalla maggior eleganza! E’ una smargiassa espressione di un antico LIEU DIT ove qualsiasi vitigno verrebbe top!
Costa 85 euro ed è importato da Sun Import. Ultimo champagne la versione rosè del meunier sempre in purezza e con aggiunta, a presa di spuma ultimata, del 10% di vino rosso fermo. Il rosè de meunier extra brut di Denis Salomon è un buon prodotto, fatto in modo impeccabile ma abbiamo convenuto che la vinificazione in rosato non è il punto forte di questo vitigno mentre il rosè di pinot noir in purezza o in blend con lo chardonnay, è una garanzia. In conclusione, i quattro meunier bianchi hanno espresso diverse sfumature ed anche le preferenze sono state variegate; ogni degustazione tematica dovrebbe essere un elogio alla diversità ed alla soggettività!

Stefano Grilli – ENOTECARIO
ENOTECA SARAULLO ANNO DOMINI 1966 – TORTORETO

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