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Prati di Tivo, si lavora per la ripartenza della cabinovia a luglio VIDEO

Il sottosegretario D'Amario: "Così è patrimonio quasi sprecato"

L’obiettivo è la riapertura della cabinovia da luglio. Raggiungerlo, però, non sarà così semplice. 

Prati di Tivo e gli amanti della montagna attendono di sapere se, almeno per la stagione estiva, l’impianto di risalita più importante del comprensorio sarà attivo. Dopo la riconsegna alla Gran Sasso Teramano dall’ufficiale giudiziario, con verbale arrivato il 15 febbraio scorso, una slavina ha investito anche la cabinovia (e i tecnici che la stavano visionando), rallentando i tempi previsti.

I liquidatori Piergiorgio Passerini, Valerio Ferro e Giorgio D’Ignazio attendono a giorni la relazione della Doppelmayr, ditta costruttrice dell’impianto, che ha visionato lo stesso per mettere nero su bianco i lavori necessari per rimetterlo in funzione. La Gran Sasso Teramano sa già che servirà sia una manutenzione ordinaria, sia una straordinaria, con tanto di revisione quinquennale che rappresenta l’intervento più corposo. Per farlo, però, serve nominare un esercente, ovvero una ditta abilitata, che magari può fungere in questa fase anche da gestore. Quale ditta, però, è ancora da definire.

STAGIONE INVERNALE Tutti questi interventi potrebbero essere sufficienti per garantire un funzionamento anche per la futura stagione invernale, di cui Prati di Tivo ormai ha perso purtroppo memoria, ma per quadriposto e pilone sono scadute le revisioni generali e serviranno circa 800mila euro per eseguirle. La cabinovia, comunque, potrebbe garantire un uso turistico o, per gli amanti degli sci, l’accesso a fuori pista o per la pista intermedia.

Resta da definire però il discorso degli O’bellx, per la sicurezza del bacino, strumenti che però ad esempio nella vicina Campo Imperatore non vengono utilizzati (si dirà che ci sono differenti versanti). Per ovviare a costi importanti, si potrebbe fare appello esclusivamente alla Commissione Valanghe per decidere se aprire o meno l’accesso o installare dei paravalanghe. Resta difficile immaginare una gestione degli O’bellx in capo al Comune, proprio considerando i costi, per cui nel caso si farebbe strada l’ipotesi di chiedere alla Regione un contributo.

“PATRIMONIO DA RECUPERARE” Il tutto mentre il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale d’Abruzzo, Daniele D’Amario, con delega al Turismo, è stato oggi a Teramo per presenziare alla presentazione del Cammino delle Sette Sorelle, centoventotto chilometri di sentieri, borghi, chiese, paesaggi montani e comunità.

Un progetto per spingere le aree interne, con il sottosegretario che svela come la provincia di Teramo “attiri sulla costa il 60 per cento delle presenze turistiche regionali. Prati di Tivo è uno dei posti più belli dell’Abruzzo, vederlo fermo per burocrazia e liti non è bello. Avere a ridosso della costa un patrimonio quasi sprecato, da sfruttare meglio, è un peccato così”.

La Regione in questa fase non può fare granché “ma riusciremo per una volta a mettere ordine alla vicenda”.

 

 

Anja Cantagalli

Giornalista, dronista, videomaker

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