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Crisi idrica a Pescara: gli artigiani chiedono compensazioni sulle bollette

Pescara. “Confartigianato Pescara esprime “forte preoccupazione per i gravi disagi che stanno interessando il territorio a seguito dei maxi interventi sulla rete idrica gestita da Aca”.

“Se in una prima fase l’interruzione del servizio poteva essere considerata tollerabile e giustificabile per un periodo limitato di due giorni, la situazione attuale evidenzia criticità nella gestione complessiva dell’emergenza”, recita la nota dell’associazione di categoria, “A oggi, infatti, non risultano indicazioni chiare e puntuali sui tempi di pieno ripristino del servizio, generando incertezza e difficoltà crescenti per le attività economiche”.

“Siamo di fronte a un disagio che poteva essere giustificato per due giorni – dichiara il direttore di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale – ma purtroppo al momento non si conoscono con precisione i tempi di ritorno alla normalità: una mancanza di comunicazione che aggrava ulteriormente la situazione per le imprese”.

Confartigianato sottolinea come il comparto artigiano e del commercio stiano già affrontando una fase complessa da anni i cui effetti sono stati aumento dei costi e contrazione dei consumi. L’attuale crisi idrica rappresenta quindi un ulteriore elemento di difficoltà. “Questo disagio, che viene ulteriormente scaricato sulle attività produttive dopo tutto quello che già sappiamo in termini di rincari e difficoltà economiche, non può essere ignorato – prosegue Vianale –. È necessario che da parte dell’ente gestore, pur a fronte di un progetto valido sul piano strutturale, si riconosca l’impatto concreto che tali interventi stanno determinando sul tessuto economico locale”.

Per questo motivo, Confartigianato Pescara chiede misure immediate di compensazione. «Riteniamo indispensabile – conclude Vianale – che venga prevista una riduzione delle tariffe a titolo di risarcimento del danno per un periodo limitato, a favore delle imprese colpite. È una misura di equità minima, a fronte di un servizio che, di fatto, non è stato garantito».

SOLA (M5S): CAOS COMUNICAZIONE

Fa da eco anche la polemica del M5S: “Dopo l’interruzione idrica del 13 e 14 aprile per i lavori sulla rete, la città di Pescara si ritrova da tre giorni immersa in una situazione di totale incertezza e disorientamento, in attesa di indicazioni chiare sulla potabilità dell’acqua. Quella che doveva essere una gestione programmata e controllata del post-cantiere si è trasformata in un caso di confusione istituzionale e comunicativa”, dice il capogruppo Paolo Sola, che rimarca anche come “emblematico quanto accaduto sui social nel pomeriggio di ieri, quando la Asl di Pescara ha pubblicato un avviso di non potabilità dell’acqua, successivamente rimosso senza alcuna spiegazione. Un messaggio che, nel frattempo, aveva già fatto il giro delle chat cittadine ed era stato persino rilanciato dal Comune, alimentando ulteriormente il caos”.

“Siamo di fronte a un corto circuito comunicativo gravissimo, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni – commenta ancora Sola – non è accettabile che un avviso così delicato venga pubblicato e poi cancellato nel silenzio più totale, senza una parola di chiarimento. A rendere il quadro ancora più preoccupante è anche il continuo scaricabarile a cui abbiamo assisitito tra i soggetti chiamati a garantire trasparenza e certezze sulla qualità dell’acqua: Asl, Arpa e Aca si rimpallano responsabilità e comunicazioni, lasciando i cittadini senza punti di riferimento, con famiglie e attività economiche che restano ostaggio dell’incertezza su quando potranno tornare ad utilizzare le risorse idriche in sicurezza”.
“Nel frattempo, anche i condomini sono stati abbandonati a loro stessi, con amministratori costretti a prendere decisioni delicate senza alcuna linea guida ufficiale. Una situazione ancora più critica nelle case popolari, dove regna il caos più totale. L’Ater ha disposto la riattivazione delle autoclavi, mentre per gli alloggi comunali non è arrivata alcuna indicazione – prosegue Sola – lasciando centinaia di famiglie senza risposte e senza servizi. È inaccettabile che, in una situazione del genere, si scarichi tutto sulle spalle dei singoli amministratori e dei cittadini. Servivano indicazioni chiare, univoche e tempestive, che invece non sono mai arrivate”.
Il grande assente in questa vicenda, secondo Paolo Sola, è il Comune di Pescara, “che avrebbe dovuto esercitare pienamente il proprio ruolo di autorità sanitaria locale. Il Comune ha completamente abdicato al proprio ruolo. Di fronte a una situazione così impattante nella vita quotidiana delle persone e delle attività economiche, serviva una regia forte, non il silenzio. Se fosse stato detto chiaramente fin dall’inizio che sarebbero serviti cinque o sei giorni, famiglie e imprese avrebbero potuto organizzarsi. Ma dire due o tre giorni e arrivare alla fine a sei giorni senz’acqua significa alimentare rabbia e sfiducia. Anche la chiusura del Centro Operativo Comunale (Coc) è apparsa del tutto intempestiva, visto il prolungarsi dei disagi. Qui non è mancata solo l’organizzazione: è mancata l’onestà intellettuale”.

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