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Teramo

Alba Adriatica, videosorveglianza comunale e nuovi impianti: la richiesta di informazioni

Accesso agli atti dal commissario della Lega Alessia Moscardelli

Alba Adriatica. Una richiesta di accesso agli atti e relativa acquisizione degli atti del sistema di video-sorveglianza del Comune di Alba Adriatica, compresi i nuovi impianti che dovrebbero entrare in funzione in una fase successiva.

E’ la natura di una richiesta avanzata, al comando della polizia locale, da Alessia Moscardelli, commissario locale della Lega Slavini premier.
“Premesso che – la sicurezza urbana e l’incolumità dei cittadini e dei turisti rappresentano priorità assolute per la comunità di Alba Adriatica, richiedendo un sistema di videosorveglianza efficiente, moderno e strategicamente dislocato sul territorio comunale”, si legge nella pec trasmessa in Comune, “da recenti dichiarazioni e annunci pubblici degli organi di indirizzo politico di questo Comune, è stata data per imminente o già pianificata l’installazione di un nuovo e potenziato impianto di telecamere sul territorio.
Da una verifica preliminare degli atti dell’Ente, non risultano tuttavia rintracciabili atti deliberativi (di giunta o di consiglio), determine di impegno di spesa o variazioni di bilancio atte a finanziare e approvare concretamente il suddetto nuovo impianto.
Sussiste l’esigenza di verificare l’effettiva efficacia protettiva dell’attuale impianto pubblico di videosorveglianza attivo nel territorio di Alba Adriatica, con particolare riferimento alla distinzione tra i dispositivi posti a tutela della sicurezza dei cittadini (sicurezza urbana, prevenzione reati e controllo del territorio) e quelli dedicati prevalentemente alla mera tutela del patrimonio pubblico (edifici comunali, parchi, eco-centri).

Richieste e chiarimenti

Mappatura e finalità dell’impianto pubblico di videosorveglianza esistente. L’elenco quantitativo e la geolocalizzazione o, in via meramente alternativa, indicazione di vie, piazze e punti strategici di tutte le telecamere di videosorveglianza comunali attualmente attive e funzionanti nel territorio del Comune di Alba Adriatica. “Si richiede, in particolare, di specificare, per ciascun punto di ripresa, la finalità prevalente dell’installazione, distinguendo tra impianti a tutela della sicurezza urbana e incolumità dei cittadini (controllo varchi d’accesso, prevenzione reati, monitoraggio aree sensibili o ad alta densità)”, si legge nella nota.
Impianti a tutela del patrimonio dell’Ente (quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, monitoraggio del municipio e altri uffici pubblici, scuole, isole ecologiche contro l’abbandono di rifiuti, depositi).

Stato dell’arte del nuovo impianto pubblico di videosorveglianza annunciato. Chiarimenti ufficiali in merito al nuovo sistema di videosorveglianza recentemente annunciato dalla parte politica, nello specifico, si richiede di indicare: gli estremi della delibera di approvazione del progetto (se esistente); la fonte e gli estremi dell’atto di finanziamento/stanziamento fondi a bilancio. In assenza di tali atti, i motivi tecnici, amministrativi o finanziari per cui l’impianto non è stato ancora previsto, deliberato o installato, nonché l’eventuale cronoprogramma reale di attuazione. “La presente richiesta viene inoltrata con spirito di collaborazione istituzionale, al fine di esercitare un legittimo diritto di controllo politico nell’esclusivo interesse della trasparenza verso la cittadinanza di Alba Adriatica”, prosegue l’avvocato Moscardelli, “il cui territorio comunale come è noto ed è stato ben sottolineato dai Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo – da ultimo in occasione di recentissimi arresti eseguiti in esecuzione di misure cautelari a carico di cittadini residenti e dimoranti sul territorio – è interessato da un preoccupante fenomeno di radicamento di persone dedite alla commissione di crimini (contro il patrimonio; spaccio di sostanze stupefacenti; reati contro la persona) a cui si aggiunge il fenomeno estivo della cd. “movida” pervicacemente molesta e violenta”.

 

 

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