
Questa mattina, la giunta di Teramo ha approvato il bando per l’erogazione di contributi per l’affitto a sostegno delle famiglie in difficoltà economica.
La decisione nasce dalla volontà di supportare i nuclei familiari più fragili, che anche a fronte della significativa carenza di immobili disponibili in locazione sul libero mercato – legata al terremoto 2016-2017 e alla ricostruzione in corso – e di un aumento importante dei costi abitativi, si trovano ad affrontare difficoltà sempre maggiori nel trovare un’abitazione.
“Quella abitativa rappresenta una delle principali emergenze dei nostri tempi e interessa tutto il Paese – sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto – i prezzi degli affitti sono in costante aumento e questo contributo rappresenta un tassello del più generale percorso di sostegno alle famiglie in difficoltà economica che abbiamo avviato in questi anni. Dopo l’approvazione del rendiconto stanzieremo ulteriori risorse, nella consapevolezza che bisogna fare sempre di più e meglio per non lasciare nessuno indietro. Con il sostegno ai più fragili andiamo a concretizzare quelli che sono diritti costituzionali e ci auguriamo che anche la Regione rifinanzi al più presto i capitoli di spesa destinati ai contributi per l’affitto. Il diritto alla casa, per essere adeguatamente tutelato, necessita infatti di un sistema multilivello che coinvolga tutta la filiera, dallo Stato alle Regioni ai Comuni. Noi, come amministrazione, stiamo facendo la nostra parte e proseguiremo su questa strada”.
Soddisfazione viene espressa anche dall’assessora al Sociale Stefania Di Padova.
“Sappiamo che trovare casa a Teramo è diventato sempre più difficile e che molte famiglie affrontano ogni mese il pagamento dell’affitto con grande sacrificio. Per questo abbiamo voluto destinare i primi 50.000 euro a un contributo concreto, sotto forma di rimborso delle spese per i canoni di locazione sostenute nel corso del 2025 – sottolinea Di Padova – Lo sguardo è rivolto in particolare a chi è più vulnerabile: alle famiglie con un ISEE basso, a chi vive con una disabilità grave, ai nuclei con bambini, agli anziani soli. Sono loro la priorità di questa misura: è un riconoscimento di difficoltà reali, in una città che ha già pagato un prezzo alto sul fronte abitativo. A breve sarà pubblicato l’avviso pubblico con tutte le indicazioni per presentare la domanda. Invito chi ritiene di averne diritto a seguire i canali istituzionali del Comune e a rivolgersi ai nostri uffici per qualsiasi informazione”.
Il bando, al quale adesso seguirà la pubblicazione del relativo avviso, dispone come criteri necessari per accedere al contributo:
- essere cittadino italiano o di uno Stato appartenente all’Unione Europea o di uno Stato non appartenente all’Unione Europea, purché in possesso di titolo di soggiorno in corso di validità;
- avere la residenza anagrafica nel Comune di Teramo presso l’alloggio per il quale è richiesto il contributo;
- essere titolare di un contratto di locazione ad uso abitativo, regolarmente registrato entro l’anno 2025 e non avente natura transitoria, riferito all’alloggio, di proprietà privata, situato nel Comune di Teramo per il quale è richiesto il contributo e corrispondente alla propria residenza anagrafica, che non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9;
- avere un I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), in corso di validità (anno 2026), inferiore o pari a 20.000 euro;
- non aver percepito l’Assegno di inclusione (A.D.I.) nell’anno 2025; non aver percepito il Contributo per il disagio abitativo (C.D.A.) nell’anno 2025;
- non essere assegnatario di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica;
- non avere la titolarità di una quota superiore al 50% di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su alloggio, ubicato sul territorio nazionale, adeguato alle esigenze del nucleo familiare (riferimento alloggio adeguato: art. 2 della Legge regionale n. 96 del 25 ottobre 1996), fatta eccezione per: 1) alloggio dichiarato inagibile dalle autorità competenti; 2) alloggio oggetto di procedura di pignoramento; 3) alloggio assegnato al coniuge per effetto di sentenza di separazione giudiziale o di accordo omologato in caso di separazione consensuale o in base ad altro accordo ai sensi della normativa vigente in materia. Nell’ipotesi in cui più persone appartenenti allo stesso nucleo familiare siano titolari di una quota di tali diritti su una medesima abitazione, si procede alla somma delle suddette quote possedute da ciascun componente.
Per quanto riguarda le modalità di erogazione, invece, il bando stabilisce che per i nuclei familiari con un I.S.E.E. inferiore o uguale a 10.140 euro il contributo massimo concedibile sarà al massimo di 2.000 euro mentre per i nuclei familiari con un I.S.E.E. da 10.140 a 20.000 euro sarà al massimo 1.500 euro.
A parità di I.S.E.E., la precedenza sarà determinata, nell’ordine: dalla presenza, nel nucleo familiare, di persone con invalidità civile riconosciuta pari al 100% o con handicap con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, Legge 5 febbraio 1992, n. 104); dalla presenza di minori, con precedenza al nucleo familiare con minore anagraficamente più giovane; dalla condizione di ultra sessantacinquenne; dalla data di protocollo della domanda di partecipazione.
Il contributo, in ogni caso, non potrà mai superare quanto effettivamente versato e comprovato con le ricevute e il valore dei canoni è quello risultante dai contratti di locazione regolarmente registrati, al netto degli oneri accessori. Ulteriori informazioni saranno reperibili dall’avviso che sarà pubblicato nei prossimi giorni.



