Multe con ‘scout speed’ nel Chietino, a giudizio comandante polizia locale e altri 5
Per l'accusa lo strumento assegnava superamento limiti mai avvenuto su strada nel Chietino

Chieti. Dal falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico al falso ideologico, da soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici al falso in documento informatico pubblicato: sono i reati contestati al comandante della Polizia locale di Francavilla al Mare, al suo vice e a quattro agenti dello stesso corpo, tutti rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Chieti, Maurizio Sacco.
La vicenda ha preso le mosse dagli accertamenti sullo scout speed, dispositivo che consente di rilevare la velocità anche su veicoli in movimento.
Secondo l’accusa, ai fini delle verifiche di funzionalità periodica annuale sarebbe stata attestata, contrariamente al vero, l’esecuzione delle operazioni di controllo preliminare.
E sarebbe stato attestato falsamente il corretto funzionamento dell’apparecchio per il “movimento con rilevamento in avvicinamento”, non avendo i vigili le competenze tecniche per eseguire tale verifica. Lo strumento, sempre secondo l’accusa, registrava in modo anomalo le velocità dei mezzi controllati, nel periodo tra il 2020 e il 2023, assegnando loro il superamento dei limiti, mai avvenuto, o comunque velocità superiori a quelle effettive, in particolare per furgoni, mezzi pesanti e fuoristrada in transito nelle gallerie della variante Ss714. Il tutto con conseguente emissione di verbali.
Dinanzi al giudice monocratico dovranno comparire, per la prima udienza del processo il prossimo 4 maggio, il comandante, Fabio Torrese, il suo vice, Giustino Tancredi, e i quattro agenti della Polizia locale Cinzia Gattone, Stefania Montebello, Elisa Sbaraglia e Carlo Del Gatto. Oggi la difesa ha prodotto una consulenza “con la quale – ha spiegato uno dei legali, l’avvocato Antonio Luciani, sindaco di Francavilla al Mare all’epoca dell’adozione dello strumento – viene verificato il perfetto funzionamento dello scout speed, quindi la perfetta buona fede di tutti i vigili coinvolti. Prima dell’utilizzo dello scout speed sotto quelle gallerie della variante c’erano stati ben sei incidenti mortali, da quando abbiamo iniziato a utilizzarlo non c’è stato nessun incidente grave. Quello strumento non era stato preso per fare cassa – ha aggiunto Luciani -, ma per risolvere un problema che altri enti non avevano voluto risolvere”.



