Dissesto finanziario, condanna confermata per l’ex sindaco
Scatta anche interdizione per cariche pubbliche: dovrà lasciare il ruolo di difensore civico

Chieti. La Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Abruzzo, ha confermato la condanna dell’ex sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e dell’ex assessore Valentina Luise in relazione alla responsabilità per il dissesto del Comune di Chieti ed ha confermato l’assoluzione per il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle finanze Tiziana Della Penna.
Per quanto riguarda Di Primio la sanzione da pagare è di 22mila euro, per Luise di 12.500 euro.
Nei confronti dell’ex sindaco e dell’ex assessore è stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per l’interdittiva decennale prevista dal Tuel con conseguente divieto di accedere a cariche pubbliche elettive o di assumerne di nuove per la durata di 10 anni.
“Accogliamo con rispetto e senso di responsabilità la sentenza della Corte dei Conti, che conferma la nostra assoluzione rispetto alle accuse di aver provocato il dissesto economico del Comune di Chieti.
In questi anni abbiamo operato in una fase tra le più difficili per la città, assumendoci fino in fondo il compito di affrontare una situazione estremamente complessa”, commentano il sindaco Diego Ferrara e l’assessora Tiziana Della Penna.
“Ogni scelta compiuta in questi anni è stata portata avanti con l’unico obiettivo di salvaguardare Chieti, nel pieno rispetto delle leggi, delle procedure e delle responsabilità istituzionali – aggiungono sindaco e assessora – . È questo il dato che oggi viene riconosciuto con il pronunciamento che conferma la prima sentenza di assoluzione. Nel pieno rispetto delle decisioni assunte dalla Corte, esprimiamo al contempo un sentimento di umana vicinanza per le altre posizioni coinvolte”.
Si dice dispiaciuto e molto arrabbiato l’ex sindaco di Chieti Umberto Di Primio, intervenuto sulla sua pagina Facebook dopo la sentenza della Corte dei Conti che ha confermato la sua condanna e il suo “contributo concausale al dissesto”.
Di Primio evidenzia alcuni passaggi della sentenza.
La Corte afferma che, ‘nonostante l’ampiezza e la continuità degli interventi, molte criticità strutturali sono rimaste irrisolte…pur a fronte di un’attività amministrativa ampia e documentata, le misure ordinarie adottate nel periodo di riferimento si sono rivelate complessivamente insufficienti e spesso inefficaci nel riportare il Comune di Chieti in una condizione di equilibrio e stabilità finanziaria. Ne deriva che le condotte poste in essere dal Sindaco Di Primio non sono risultate causalmente idonee a superare le difficoltà finanziarie né a escludere l’esito del dissesto'”.
L’ex sindaco cita poi un altro passaggio. “Dice sempre la Corte, parlando di quello che abbiamo fatto per tentare di aumentare le entrate (leggi Teateservizi) che ‘le condotte politiche, pur connotate da plurimi interventi e sollecitazioni, non sono risultate idonee a tradursi in risultati finanziari tangibili e duraturi sul versante decisivo della riscossione e della gestione dei residui attivi'”.
“Le sentenze si rispettano anche quando appaiono ingiuste – conclude Di Primio. Adesso valuterò se appellare una sentenza gravida di contraddizioni”.



