Più di 200 persone per dire no alla nuova discarica a Grasciano
Partecipata assemblea. L'associazione denuncia: "Sito contaminato e progetto illegittimo. Difenderemo il territorio con ogni mezzo"

Mosciano. Oltre 200 persone, tra cittadini, politici, imprenditori locali e Associazioni ambientaliste, all’incontro organizzato da Osservatorio Val Tordino che si è tenuto ieri sera, 8 maggio, al Blu Palace di Mosciano Stazione.
Una “aggressione forzata e inutile” che minaccia di trasformare il cuore agricolo delle colline teramane in una “bara geologica” di rifiuti industriali. È questo il grido d’allarme lanciato dall’Associazione guidata dalla presidente Lidia Bocci, che durante l’affollato incontro pubblico ha presentato i consulenti dell’Associazione: l’ambientalista abruzzese noto per le sue battaglie in varie Regioni d’Italia Augusto De Sanctis, gli avvocati Franceso Febbo e Alba Brighella del Foro di Chieti e l’ingegnere Tommaso Giambuzzi di Ortona, i quali hanno evidenziato le criticità tecniche e legali del progetto per una terza discarica a Grasciano.
Un Progetto “Fuori dal Tempo”
Il progetto, presentato dalla ditta Green Management, prevede lo sversamento di oltre 1 milione di metri cubi di rifiuti speciali (plastica, gomma, tessili e scarti industriali) provenienti da tutta Italia ed Europa. “Siamo di fronte a un’opera di vecchia concezione, all’ultimo gradino della gerarchia europea dei rifiuti”, ha dichiarato l’ambientalista Augusto De Santis (Forum H2O). “Si vorrebbero sacrificare 14 ettari di terreni agricoli di pregio per un impianto che produrrà polveri sottili e un impatto paesaggistico devastante per l’intera Valle del Tordino”.
Il Caso della Contaminazione: “Stop immediato alle autorizzazioni”
Il punto più critico emerso dall’analisi dei consulenti riguarda lo stato ambientale dell’area. Nonostante le rassicurazioni iniziali, è emerso che le acque sotterranee sono già contaminate da metalli pesanti (nichel, manganese, boro) e solfati oltre i limiti di legge.
• Il Vincolo di Bonifica. Secondo i legali dell’associazione, la presenza di contaminazione deve far scattare immediatamente le procedure di bonifica, rendendo l’area vincolata.
• L’Illegittimità. “La Regione dovrebbe sospendere immediatamente l’iter autorizzativo”, spiega l’avvocato Alba Brighella. “È paradossale che le Istituzioni debbano impiegare risorse umane ed economiche per valutare un nuovo impianto su un sito che necessita prima di tutto di essere risanato”.
L’ingegner Tommaso Giambuzzi, esperto internazionale, ha evidenziato la mancanza di una reale necessità strategica per il territorio: “Non è stata valutata l’opzione zero, né sono state cercate alternative. Si è scelto Grasciano solo per logiche di comodità”.
Per Augusto De Sanctis, tra le tante cose che nel progetto non quadrano, non è stato affatto valutato il cumulo ambientale dato da altre discariche, grandi industrie, biodigestori e superstrada che, a Grasciano, rischiano di scatenare l’effetto mentina del famoso film Il senso della vita dei Monty Python: la “mentina sottilissima” offerta a Mr. Creosote provoca un’esplosione grottesca e catastrofica. Dopo essersi abbuffato fino all’inverosimile, l’ultima mentina è la goccia che fa esplodere le sue interiora.
Preoccupazione anche sul fronte della salute: l’ASL di Teramo, dopo le segnalazioni dell’Osservatorio Val Tordino e del Forum Ambientalista, ha ritirato il precedente parere favorevole, richiedendo nuovi studi sull’impatto sanitario, considerati anche i nuovi limiti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UE sulle emissioni di polveri sottili.
La battaglia legale: “Siamo una squadra di cagnacci”
L’Associazione non intende arretrare. L’avvocato Francesco Febbo ha annunciato una strategia aggressiva:
1. Accesso agli atti per verificare le condotte (definite “omissive”) degli enti locali e regionali.
2. Esposti formali alle autorità competenti.
3. Ricorso al TAR nel caso in cui la Regione decida di procedere ignorando le criticità ambientali e urbanistiche.
L’Appello della Presidente
“Non è una battaglia ideologica, ma di legalità e amore per la nostra terra”, conclude la presidente Lidia Bocci. “Questa discarica svaluterà le nostre case e diminuirà il valore delle aziende agricole che producono olio e vino di eccellenza, nonché dei numerosi servizi di ospitalità che accolgono turisti e visitatori da tutto il mondo.
Chiediamo trasparenza: le istituzioni devono decidere se stare con chi specula o con chi tutela il futuro dei nostri figli”.





