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Abruzzo

Protezione Civile: la replica di Scelli alle organizzazioni sindacali

Abruzzo. In merito alle affermazioni diffuse sulla presunta “eliminazione degli straordinari nei progetti UE”, è necessario ristabilire con chiarezza i termini reali della disposizione adottata dal Direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli.

Il provvedimento non rappresenta né un taglio alle attività di partecipazione a progetti UE, né tantomeno un disinvestimento nei programmi europei.

Si tratta invece di una misura organizzativa temporanea e proporzionata, adottata alla luce di tre elementi oggettivi:
1. grave carenza di organico segnalata dagli stessi dirigenti e funzionari dell’Agenzia;
2. necessità di garantire continuità operativa sul territorio regionale, che resta la funzione primaria dell’ente;
3. obbligo di gestione economicamente sostenibile delle risorse pubbliche in fase di approvazione di bilancio.

“La partecipazione ai progetti nazionali e internazionali non viene affatto soppressa: viene, invece, regolata – precisa Scelli – Infatti il personale continuerà ad essere autorizzato alle missioni, ma con criteri di rotazione e con un numero massimo di partecipanti, proprio per evitare un ulteriore depauperamento del personale chiamato ad intervenire in caso di emergenze che si possono verificare sul territorio regionale”.
Relativamente all’altra perplessità sollevata dalle organizzazioni sindacali, Scelli sottolinea che Il punto centrale “volutamente travisato” riguarda il trattamento orario: “non viene negato il riconoscimento dell’attività lavorativa, ma si stabilisce che le ore di viaggio copranosolo l’orario ordinario giornaliero previsto per le giornate di riferimento e che le trasferte pertanto non generino automaticamente lavoro straordinario che comunque verrà riconosciuto ai sensi della circolare n. 10415 del 3.05.2001 della Giunta regionale e del vigente CCNL quando l’attività si protragga oltre il normale orario di lavoro e per il tempo effettivamente lavorato” .
Definire questa scelta “punitiva” equivale a ignorare, secondo Scelli, la natura stessa della Protezione Civile che va intesa come un sistema articolato che ha il compito e la vocazione di essere operativo sul territorio regionale.
La regolazione delle trasferte proposte consentirebbe, invece, di ampliare la platea dei dipendenti interessati ai progetti, evitando inutili affollamenti e preservando l’efficienza della struttura nelle emergenze di protezione civile.
“Non si tratta quindi di ridurre competenze o relazioni internazionali, ma di renderle compatibili con il servizio pubblico quotidiano” nota Maurizio Scelli, evidenziando che l’Agenzia resta naturalmente disponibile al confronto su basi oggettive e non su interpretazioni che trasformano una misura di organizzazione amministrativa, in un presunto provvedimento lesivo dei diritti dei lavoratori.
Scelli tiene a precisare che “la stima, la fiducia, l’affetto e la gratitudine che nutro nei confronti dei dipendenti dell’Agenzia è dimostrato dalla piena responsabilità più volte assunta dal sottoscritto, nonostante il parere contrario dei loro colleghi in posizioni chiave, riconoscendo ore di straordinario effettuate sia in regione che all’estero”.
Scelli, che si è insediato poco più di sei mesi fa, tiene a ricordare che l’organico di cui dispone l’Agenzia e che, di concerto con gli uffici della Regione prepostl, sta cercando di ampliare, “suggerirebbe di evitare missioni all’estero e di ricorrere allo smart working, che provocano ricadute pesanti su chi lavora in sede” .
“E pertanto – conclude – solo per rispetto verso i desiderata di ciascun dipendente, non ha inteso farlo; almeno per ora”.
“La sicurezza dei cittadini” conclude “richiede equilibrio tra presenza esterna e impegno operativo di tutti i dipendenti: il provvedimento adottato va esattamente in questa direzione”.

 

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