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Teramo

Ricostruzione, le scuole nel cratere del sisma 2016

Abruzzo. La Struttura commissariale Sisma 2016 è impegnata in uno dei più vasti programmi di edilizia scolastica mai realizzati nel Centro Italia: circa 450 interventi, per risorse complessive pari a circa 1,6 miliardi di euro, distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Un piano che interessa i 138 Comuni del cratere sismico, ma che si estende anche oltre i suoi confini, “perché la sicurezza degli studenti non può dipendere da una delimitazione amministrativa” ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma
2016, Guido Castelli.
“Il passaggio più significativo di questa strategia – aggiunge Castelli – è rappresentato dall’Ordinanza speciale n. 31 del 2021, con la quale abbiamo impresso una forte accelerazione alla ricostruzione delle scuole. Attraverso lo strumento dell’accordo quadro è stato organizzato un programma da circa 900
milioni di euro relativo a 227 edifici scolastici, mettendo a disposizione degli enti attuatori procedure, progettisti e imprese e rendendo possibile l’avvio coordinato di un numero così rilevante di interventi. Non stiamo semplicemente riparando ciò che il terremoto ha danneggiato. Stiamo costruendo una rete scolastica più sicura, moderna, accessibile ed efficiente. Le nuove scuole sono progettate nel rispetto
dei più elevati requisiti di sicurezza sismica e secondo lo standard nZEB, “Nearly Zero Energy Building”: edifici ad altissima prestazione energetica, con consumi ridotti e una crescente capacità di produrre l’energia necessaria al proprio funzionamento”.

La sicurezza, l’efficienza energetica, la qualità degli spazi e l’innovazione della didattica sono parti dello stesso diritto: il diritto a studiare in luoghi belli, accoglienti e capaci di accompagnarli nella loro crescita.

Il cambio di passo anche nelle scuole

Nei primi mesi del 2023 il quadro risultava in forte ritardo e l’attenzione si è concentrata quindi sullo sblocco degli affidamenti. Gli ultimi 30 mesi, invece, si sono focalizzati su una costante attività di affiancamento da parte della Struttura commissariale ai soggetti attuatori al fine di procedere in tempi rapidi agli ordini di attivazione (ODA). Una strategia amministrativa che si è rivelata efficace, portando
al progressivo sblocco dell’attuazione. Rispetto al precedente aggiornamento del 2025, il numero complessivo degli ordini di attivazione (ODA) rilasciati dalla Struttura commissariale è passato da 125 a 197: 72 ordini in più, pari a un incremento del 57,6%.

L’avanzamento delle attività negli ultimi anni ha infatti reso necessario un incremento finanziario di 87 milioni di euro, rispetto allo stanziamento iniziale del 2021, che era di 1,5 miliardi di euro. Il finanziamento è composto da: quota associata alla contabilità speciale del Commissario Straordinario e, in quota residua, da cofinanziamenti di ministeri e fondi europei, oltre che da una quota previsionale
di attivazione dell’incentivo al conto termico per la quota parte delle lavorazioni afferenti all’efficientamento energetico.

L’attenzione del Governo

In questa fase di transizione il Governo ha mostrato la grande sensibilità verso i problemi scolastici. Nel mese di agosto è stata predisposta l’assegnazione delle risorse di organico in deroga per il personale
docente e ATA, destinate alle scuole dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. Un
passaggio particolarmente atteso dai Comuni e dalle istituzioni scolastiche del cratere, che consentirà
di programmare l’avvio del nuovo anno scolastico con tempi più certi, garantendo le risorse necessarie
per assicurare la continuità didattica, lo sdoppiamento delle classi ove necessario e il regolare
funzionamento delle scuole.
“Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell’avvio dell’anno scolastico – spiega Castelli –. È un risultato frutto della proficua collaborazione istituzionale con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’attenzione riservata alle esigenze dei territori colpiti dal sisma. Gli organici in deroga rappresentano uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo
studio nelle aree più fragili dell’Appennino centrale, dove la scuola continua a essere un presidio essenziale per la tenuta sociale delle comunità. Ringrazio il Ministero, il ministro Giuseppe Valditara per l’attenzione dimostrata e per aver condiviso l’importanza di anticipare questo provvedimento, e tutti gli uffici che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo, rispondendo concretamente alle richieste
avanzate dai sindaci e dalle istituzioni scolastiche”.
È opportuno anche ricordare che, con il decreto-legge n. 3 del 2023, è stata prevista – attraverso le risorse messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – la possibilità di mantenere gli organici e le classi in deroga nei territori del cratere sismico fino all’anno scolastico 2028-2029. Una misura fondamentale per garantire la continuità dell’offerta formativa e tutelare le comunità più fragili
dell’Appennino centrale.

Le nuove aperture

Tra i risultati dello sblocco delle scuole, si segnalano due importanti interventi che nell’ultimo anno sono stati portati a compimento, dopo anni di stallo, entrambi in provincia di Macerata, nelle Marche. A San Severino Marche, il 13 settembre 2025 è stata restituita alla comunità la nuova sede dell’ITTS “Eustachio Divini”, in vista dell’avvio dell’anno scolastico del 15 settembre. L’edificio, ricostruito con
criteri antisismici di ultima generazione e secondo lo standard NZEB, rappresenta un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro. La struttura si sviluppa su cinque piani, per oltre 6.500 metri quadrati complessivi, e ospita 32 aule e 21 laboratori. Il complesso comprende anche la palestra, già restituita alla comunità nel dicembre 2024.

Dal 15 settembre 2025 è operativo anche il nuovo Istituto comprensivo “Ugo Betti” di Camerino. L’edificio sorge su un’area di quasi 9 mila metri quadrati e può accogliere fino a 535 alunni. L’intervento, del valore complessivo di 15 milioni di euro, integra la ricostruzione edilizia con un progetto educativo sviluppato con Andrea Bocelli Foundation. Le riaperture della Betti e del Divini rendono visibile il cambio di fase: dallo sblocco delle procedure alla restituzione di servizi essenziali alle comunità colpite dal sisma.
L’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, nella scuola “Sergio Marchionne” il 21 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è motivo di speranza per tutti.
Ma l’elenco si allunga giorno dopo giorno: riapre la scuola “Cagnucci” di Ascoli Piceno. Anche il Polo scolastico di Norcia (25 milioni) è in fase di avanzamento dei lavori, avviati nell’ottobre 2024: prevede la sostituzione edilizia degli edifici scolastici e delle palestre esistenti, attraverso la realizzazione di un unico complesso in un’area già individuata, collocata a ridosso della città murata di Norcia. L’area di intervento si inserisce in un contesto di particolare pregio e interesse, in stretta relazione con elementi preesistenti quali l’Ospedale di Norcia e l’area naturalistica delle Marcite di Norcia.

Tra gli altri si segnalano i lavori che sono stati avviati anche nella scuola media “Leonardo da Vinci” (10,8 milioni) a Fermo. Si tratta di una ricostruzione da zero, dopo la completa demolizione del manufatto (del
1962), danneggiato irreparabilmente dal terremoto. È in fase di definizione del progetto esecutivo per i lavori del Liceo classico “Delfico” (20,7 milioni) di Teramo e quello dell’Itc “Capriotti” di San Benedetto del Tronto (9,9 milioni) in provincia di Ascoli Piceno.

SCUOLA – AMATRICE, VERSO IL 21 SETTEMBRE
L’Istituto Onnicomprensivo di Amatrice è intitolato a Sergio Marchionne. L’idea di dedicare il Polo Scolastico al dirigente d’azienda scomparso è stata proposta dal Preside e dagli insegnanti della scuola di Amatrice. Marchionne, infatti, è stato una figura fondamentale per la costruzione dell’edificio. Fu
proprio lui ad annunciare, nell’agosto del 2016, la decisione della Ferrari di voler aiutare le popolazioni
colpite dal terremoto mettendo all’asta il 500° esemplare di una “LaFerrari” (nome in codice F150),
un’autovettura sportiva, ad alimentazione ibrida.
Questo impegno si è poi concretizzato, in accordo con la comunità locale, nella scuola di Amatrice a cui vennero destinati i 6,5 milioni di euro del ricavato. Un valore record mai raggiunto prima da una vettura nel 21° secolo e soprattutto un record di solidarietà.
La vettura messa all’asta era il 500° esemplare di questo modello che uscì proprio nell’anno del Sisma. I precedenti 499 esemplari erano stati tutti venduti prima della presentazione ufficiale. Il nome della vettura, “LaFerrari”, fa riferimento al senso di eccellenza che la casa italiana esprimeva attraverso questo modello: “Non è una Ferrari, ma LaFerrari, la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed
è l’antesignana di ciò che nei prossimi cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro”,
disse Luca Cordero di Montezemolo.
Nel giorno della consegna dell’edificio scolastico, nel novembre 2019, John Elkann annunciò che la relazione con l’Istituto Sergio Marchionne sarebbe proseguita. La Ferrari avrebbe offerto la possibilità ai migliori studenti di vivere un‘esperienza formativa a Maranello, con la possibilità per i più meritevoli
di conoscere da vicino l’azienda. Un legame sancito dal dono di un motore: uno dei simboli dell’azienda
e cuore di ogni vettura del Cavallino Rampante.
“È importante non solo lasciare un’opera ma anche rimanere vicini ai ragazzi di Amatrice – ha dichiarato nell’occasione John Elkann – La loro voglia di impegno e di opportunità deve trovare risposta in un ambiente che si metta all’ascolto dei loro bisogni e che ne sappia intercettare il potenziale. Per questo desideravo tornare in questa scuola con un messaggio rivolto al loro domani. Ferrari è orgogliosa di
tendere la mano a questi studenti, onorando così la memoria di Sergio Marchionne”.

 

 

 

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