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Pescara

Teatro d’Annunzio: “Servono altri 2,7 milioni”

Pescara. “Per mesi hanno raccontato ai pescaresi che i due milioni di euro disponibili sarebbero bastati a restituire il Teatro D’Annunzio alla città. Quei fondi, invece, consentiranno di intervenire soltanto sulla prima parte della struttura, pari a circa metà della capienza complessiva. Il resto richiederà altri 2,7 milioni di euro. È la dimostrazione che la narrazione portata avanti fino ad oggi non corrispondeva alla realtà”.

È quanto dichiara, attaccando l’amministrazione Masci,  l capogruppo del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Paolo Sola, al termine della nuova seduta della Commissione dedicata allo stato degli interventi sul Teatro D’Annunzio.
“Nel corso della seduta”, riferisce, “ci è stato confermato che i due milioni di euro già disponibili, derivanti dal contributo ministeriale e dalla rimodulazione delle risorse della Città della Musica, saranno sufficienti esclusivamente per il consolidamento della parte bassa del teatro, con l’obiettivo dichiarato di renderla fruibile per la stagione estiva 2027. Per completare l’intervento sull’intera struttura serviranno altri 2,7 milioni di euro, che l’Amministrazione conta di recuperare attraverso una rimodulazione di altre risorse ottenute dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti). Tradotto: per restituire davvero il teatro alla città non bastano i due milioni sbandierati fino ad oggi, ma ne occorrono complessivamente 4,7”.
“È legittimo chiedersi – prosegue Sola – se chi ha governato questa vicenda non avesse realmente compreso l’entità economica dell’intervento, e sarebbe grave, oppure se abbia preferito raccontare una versione più rassicurante alla città, lasciando intendere che il problema fosse ormai risolto. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: i cittadini sono stati indotti a credere che la riapertura dell’intero Teatro D’Annunzio fosse ormai una questione di tempo, quando invece siamo ancora molto lontani da quell’obiettivo”.
Il Movimento 5 Stelle esprime inoltre fortissime perplessità sul cronoprogramma illustrato nel corso della Commissione: “L’obiettivo del completamento nel 2028, allo stato attuale, è soltanto un’intenzione. Non esiste alcuna certezza che quelle risorse siano realmente disponibili e soprattutto che consentano di rispettare i tempi annunciati. Ma desta forti dubbi anche la previsione di una riapertura parziale nel 2027. Se, come emerso oggi, l’affidamento dei lavori non potrà avvenire prima della fine dell’anno nella migliore delle ipotesi, significa che gli interventi strutturali dovranno essere eseguiti durante i mesi invernali, con tutte le criticità che un cantiere all’aperto inevitabilmente comporta”.
“Anche nell’ipotesi più ottimistica – incalza Sola – la programmazione della stagione estiva non può essere costruita sull’incertezza. Chi organizza spettacoli, eventi e produzioni ha bisogno di tempi certi, non può attendere fino all’ultimo momento per sapere se il teatro sarà realmente disponibile. Per questo riteniamo che, al di là degli annunci, la stagione estiva 2027 sia oggi seriamente compromessa. Il Teatro D’Annunzio rappresenta uno dei principali poli culturali della città. Su una vicenda di questa importanza servivano trasparenza e realismo, non slogan. Oggi emerge invece che il percorso è molto più lungo, molto più costoso e molto più incerto di quanto l’Amministrazione abbia raccontato finora”, conclude Paolo Sola .

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