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Bruno Berardocco, l’Abruzzo in lotta per la Serie A

Fisioterapista del Catanzaro che vive a Giulianova, è in finale contro il Monza

C’è un po’ di Abruzzo in lotta per la Serie A.

È quello rappresentato da Bruno Berardocco, massofisioterapista del Catanzaro che, oggi (ore 20), nella finale playoff di andata in serie cadetta, proverà a superare il Monza per raggiungere un traguardo storico.

«Siamo molto concentrati, è una gara che vale tanto per tutto il gruppo e ovviamente anche per la città – racconta il 52enne nato a Pescara ma che vive a Giulianova – C’è tensione ma positiva, se siamo arrivati fino a qui vuol dire che abbiamo costruito qualcosa di importante insieme. Adesso manca da scalare l’ultima parte della montagna».

Berardocco usa le parole del tecnico, Alberto Aquilani: «Com’è lavorare con un allenatore giovane? Ogni tecnico ti dà qualcosa. Cura tutto nei minimi particolari, l’età è solo da un dato anagrafico, anche perché in quattro anni a Catanzaro ho avuto il piacere di lavorare anche con Vincenzo Vivarini e Fabio Caserta». Berardocco in giallorosso ha vissuto stagioni di grande crescita ma «queste sono sicuramente le partite più importanti della mia carriera. Spero in futuro di toccare altre vette». Da fisioterapista e quindi nell’area medica ma anche atletica del club, prima di una finale svela che «serve curare il particolare a questo punto della stagione. Magari c’è chi ha necessità di un giorno di scarico in più e, in generale, lo stato fisico dei ragazzi va osservato con attenzione dopo un anno molto dispendioso».

Da pescarese, Berardocco ha ovviamente anche un pensiero particolare: «La retrocessione del Pescara mi è dispiaciuta molto, purtroppo annate storte possono capitare e spero che torni presto in Serie B».

Il “fisio” giallorosso aveva uno studio anche ad Alba Adriatica che però ha abbandonato «perché mi sono dedicato totalmente al calcio. In che direzione si va nella fisioterapia? Le società ormai hanno capito che per crescere è fondamentale avere anche una figura del genere a tempo pieno. Oltre a giocatori di qualità, serve allo stesso tempo uno staff di qualità».

Il pensiero poi va anche al Giulianova: «Ho seguito il campionato di Serie D, anche perché in panchina c’era Rosario Pergolizzi con cui ho lavorato insieme ad Ascoli. Sono contento per la salvezza, è una società e una città a cui sarò sempre legato perché mi ha fatto esordire nel calcio professionistico. Tra l’altro tornerò proprio a Giulianova appena finirà la stagione. Mi piacerebbe portare un po’ di Abruzzo in Serie A, ce la metteremo tutta».

La gara di ritorno si giocherà a Monza venerdì 29 maggio, sempre alle ore 20.

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