Asp1 Teramo, dietrofront: “Le cooperative pagheranno solo dopo aver ricevuto i fondi”
Oggi incontro con l'assessore Santangelo

Dalla svolta al dietrofront.
Dopo la schiarita registrata questa mattina dalle parole del segretario Ugl Abruzzo, Stefano Matteucci, l’incontro di oggi con l’Asp1, assessore alle Politiche Sociali Roberto Santangelo e lavoratori delle cooperative ha evidenziato come le stesse cooperative pagheranno di fatto solo alla ricezione dei fondi da parte della Regione.
“Purtroppo dobbiamo constatare che nonostante abbiamo noi organizzazioni sindacali organizzato la riunione tra tutti gli attori, ancora oggi la data del pagamento degli stipendi non c’è. L’impegno dell’assessore Santangelo è quello di avviare un’interlocuzione in Prefettura per la settimana prossima. Condanniamo ancora una volta l’atteggiamento delle cooperative, ma siamo rammaricati in quanto ancora oggi non vediamo soluzioni emergenziali e strutturali. Oggi continua il disagio e ancora una volta a pagarne le spese sono lavoratrici e lavoratori. Oggi tutti devono fare la loro parte e non aspettare l’esasperazione di lavoratrici e lavoratori. Per questo continueremo a sollecitare la politica nel prendersi le proprie responsabilità. È sotto gli occhi di tutti che questo è un disastro annunciato. Nei disastri e nelle emergenze si devono tutelare chi sta pagando le conseguenze di tutto questo: lavoratrici e lavoratori. Il prossimo appuntamento è martedì 14 prossimo. Chiediamo ancora una volta a tutte le istituzioni di attivarsi e di fare la loro parte”.
A dirlo FP CGIL Teramo, FISASCAT CISL Abruzzo Molise, UIL FP Teramo, UGL Salute Teramo, NURSIND Teramo.
TERAMO FUTURA “Quanto sta accadendo in queste ore sulla vicenda dell’ASP 1 di Teramo rischia di rappresentare il punto più basso della politica regionale. Un silenzio assordante da parte della Giunta Marsilio, che giorno dopo giorno aggrava una situazione già di per sé tragica. La notizia del rinvio dell’udienza è solo l’ultima goccia di un vaso già stracolmo: quello che non si vuole capire è che però ad andare in frantumi non è un semplice vaso, ma la vita di centinaia di famiglie. Siamo davanti alla più grande bomba sociale degli ultimi mesi, con l’aggravante intollerabile di una gestione pubblica nefasta che ha perso completamente di vista l’unico obiettivo da perseguire: il benessere lavorativo del personale impegnato e quindi il benessere degli ospiti e delle loro famiglie. Si continua da parte dell’azienda a voler narrare una realtà completamente distorta e giorno dopo giorno sconfessata dei fatti, quando in realtà sarebbe necessario prendere contezza del buco di bilancio che da anni attanaglia l’ASP1. Bisognerebbe avere il coraggio, la dignità di mettersi nei panni di quelle lavoratrici e di quei lavoratori che ogni giorno vanno sul posto di lavoro con straordinaria professionalità per garantire un servizio essenziale, avendo zero certezze e zero tranquillità sul proprio futuro. Bisognerebbe porsi alcune semplici domande: con una simile incertezza sul proprio stipendio, come si fa ad andare a fare la spesa? Come si fa quando arriva una rata del mutuo? come si fa a pagare la rata della macchina? Perché i figli e le figlie di quei lavoratori e di quelle lavoratrici devono avere meno dignità e meno possibilità dei loro coetanei? Potremmo continuare all’infinito con interrogativi di questo tipo, ma evidentemente manca una coscienza. E davanti ad un simile scempio, ad una simile scelleratezza amministrativa e politica da parte di Regione Abruzzo, a guida Marsilio, non possiamo macchiarci delle stesse colpe. Ne va della dignità delle istituzioni che rappresentiamo. Esprimere solidarietà a quelle lavoratrici e a quei lavoratori è necessario ed insufficiente: torniamo a chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario per evitare che i riflettori si accendano a fasi alterne, per far sentire tutta la vicinanza della comunità teramana, per chiedere a Marsilio di riconoscere la dignità del lavoro e quindi prospettive certe: fondi straordinari ed un vero piano aziendale per la sostenibilità presente e futura. Non servono slogan, ma concretezza! Non serve una soluzione tampone, ma stabilità! Siamo pronti a non fermarci e ad andare avanti ad oltranza su questa battaglia sociale ed umana”, a dirlo Andrea Core, capogruppo in consiglio comunale di Teramo Futura.



