
Giulianova. “L’ordine delle cose è stato capovolto. Sì, chi ha il dovere di proteggere il patrimonio paesaggistico cittadino — dovere istituzionale — ha scelto di usarlo per fare luce sulla propria merce.
Eppure, la bellezza di Giulianova appartiene a tutti, non è l’estensione del cortile di un padrone”. A dirlo è Daniele Di Massimantonio, capogruppo di Nos-Noi Coltura Politica.
“Forse, la proprietà dello storico stabilimento balneare denominato “Venere”, in parte riconducibile all’Assessore con delega proprio alla cura del Verde urbano, non sa che fissare apparati luminosi ai tronchi degli alberi pubblici, tramite tiranti, per giunta su piante distanti dall’attività commerciale, configura una violazione palese dei principi cardine del nostro ordinamento, nonché le stesse regole che l’amministrazione comunale si è data:
1) La violazione del Regolamento del Verde Urbano (Del. C.C. n. 25/2010). Il testo normativo comunale vieta tassativamente qualsiasi intervento arbitrario o lesivo della salute e della stabilità delle alberature pubbliche.
2) L’utilizzo di corde, cavi e tiranti stretti attorno ai tronchi delle palme configura una violazione delle prescrizioni tecniche a tutela dell’apparato corticale e vegetale, esponendo i fusti a traumi strutturali e patogeni.
3) Il vincolo storico e paesaggistico che tutela la zona del lungomare esclude che soggetti privati possano disporre a proprio piacimento, e per scopi di lucro personale, dei monumenti naturali della città.
4) Il patrimonio arboreo è un bene indisponibile della collettività e non una pertinenza commerciale.
5) E soprattutto, il palese conflitto di interessi politico e morale: l’Assessore delegato alla cura e alla salvaguardia del Verde, infatti, non può, nello sdoppiamento privato della sua figura di commerciante, rendersi autore dell’aggressione al Verde stesso. Viene meno, in un solo istante, il principio costituzionale di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione (Art. 97 della Costituzione).
Esigiamo l’immediata rimozione delle luminarie abusive, il ripristino dello stato dei luoghi e l’applicazione delle sanzioni previste dal regolamento per il danneggiamento e l’uso improprio delle alberature pubbliche. La bellezza di Giulianova appartiene a tutti, non è l’estensione del cortile di un padrone”.



