
Abruzzo. Destinare una quota dell’otto per mille dell’Irpef, attribuita alla diretta gestione statale, a sostegno della natalità e della maternità fragile. È quanto prevede la risoluzione presentata dai consiglieri regionali della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti, approvata oggi all’unanimità nella seduta della Prima Commissione Bilancio.
La risoluzione impegna in particolare il Presidente della Regione e la Giunta regionale a promuovere, presso tutte le sedi istituzionali competenti, proposte e iniziative finalizzate a destinare una quota dell’otto per mille dell’Irpef alla creazione di un Fondo per la natalità, oltre alla quota derivante dalle scelte non espresse dai contribuenti. E ciò per rendere strutturale il Bonus nuovi nati, attualmente previsto per il triennio 2025-2027, finanziare la rete delle associazioni di volontariato che operano nei consultori familiari e che sono impegnate nel sostegno alla maternità fragile, in coerenza con quanto previsto dalla legge 194 del 1978. La risoluzione impegna, inoltre, a promuovere un’azione di sensibilizzazione politica e istituzionale volta a rafforzare le politiche nazionali per la natalità e la famiglia, valorizzando le buone pratiche regionali e il ruolo del terzo settore quale presidio sociale essenziale sui territori.
“Da oltre un decennio – si fa presente nella risoluzione – le nascite sono in costante diminuzione con un calo di nati di oltre 200 mila unità rispetto ai livelli del 2008, anno in cui si sono registrate oltre 576 mila nascite”. Una tendenza che, insieme all’invecchiamento della popolazione, sta determinando un peggioramento del saldo naturale e rischia di compromettere la sostenibilità del sistema sociale ed economico. Da considerare poi la situazione nei territori interni e montani, dove lo spopolamento è più marcato. Nei piccoli comuni si registra una perdita costante di popolazione e un’età media più elevata rispetto ai centri urbani. “Proprio per contrastare questo fenomeno – ricordano Mannetti e D’Incecco – la Regione Abruzzo ha già adottato misure specifiche, come la legge regionale n. 32 del 21 dicembre 2021, che ha istituito l’assegno di natalità per le famiglie residenti nei piccoli comuni montani. Le scelte di avere figli sono fortemente influenzate dalla stabilità economica delle famiglie, dalla presenza di servizi e da reti sociali di supporto. Per questo riteniamo necessario rafforzare e stabilizzare gli strumenti di sostegno alla natalità e valorizzare il ruolo del volontariato nei consultori familiari. Destinare una quota dell’otto per mille statale a un Fondo per la natalità rappresenta una fonte di finanziamento stabile e coerente per sostenere la genitorialità e la maternità fragile”.



