Delfico, “non tornerà agibile prima di quattro o cinque anni”
Le parole del presidente D'Angelo agli studenti

Invitato dall’Assemblea d’Istituto del “Delfico” di Teramo, questa mattina, il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo si è confrontato con le tante sollecitazioni degli studenti sul presente e sul futuro delle scuole del Convitto, oggi ospitate nel campus della Cona, con i ragazzi dislocati fra il “Forti”, il “Pascal” e le strutture modulari dell’area della Cona.
D’Angelo, rispondendo alle domande, ha quindi rappresentato gli aspetti tecnici e progettuali – ineludibili perché cristallizzati in atti dell’Ordinanza Commissariale Sisma 2026 emessa il 31 dicembre del 2021 – che riguardano il palazzo storico di Piazza Dante. Il Governo, attraverso Invitalia, ha preso in carico tutte le gare che riguardano le scuole delle quattro regioni colpite dal sisma 2016.
Nel caso del Delfico è previsto un intervento da 18.141.880 euro, la gara per la progettazione (attualmente in corso) è stata vinta da ATI Project srl / EUTECNE srl, mentre i lavori sono stati affidati alla LUCCI SALVATORE IMPRESA DI COSTRUZIONI S.R.L. di Napoli.
“Nessuno di questi procedimenti ha visto la Provincia protagonista o soggetto attuatore; da ordinanza, noi supportiamo da un punto di vista amministrativo le imprese affidatarie dell’adeguamento sismico – ha spiegato il presidente agli studenti – stiamo parlando di cifre importanti e di lavori complessi perché siamo di fronte ad un palazzo storico. In ogni caso anche i tempi della progettazione e dell’appalto non sono stati individuati dalla Provincia. Naturalmente noi siamo qui, siamo sul territorio, ed è comprensibile e giusto che voi ci chiediate conto. Pienamente consapevole dei disagi che tutti voi state vivendo insieme a docenti e famiglie, ma queste sono circostanze, allo stato dei fatti, non superabili. Siamo pronti a intervenire ogni volta che ce lo chiedete per migliorare qualità e logistica dei luoghi, ma questa collocazione alla Cona è stata una scelta obbligata perché non ci è stato offerto alcun sito alternativo”.
Il 6 novembre del 2024 la Provincia, ha trasmesso l’ordine di attivazione del contratto all’operatore economico individuato da INVITALIA, la ATI Project srl di Pisa. L’11 novembre, sempre del 2024, “considerato che occorre avviare con estrema urgenza le attività di indagine e progettazione” il “Verbale di accettazione” da parte dell’ATI Project srl che prevede 6 mesi per la progettazione. Una volta approvato il progetto esecutivo, l’impresa Lucci, sempre da contratto, dovrà realizzare l’intervento in 38 mesi.
“Da cronoprogramma iniziale i lavori dovrebbero essere conclusi a luglio 2028, ma il sequestro del Delfico da parte della magistratura, contro il quale ci siamo opposti con tre ricorsi – tutti persi – ha inevitabilmente e naturalmente ritardato questo processo. La magistratura ha assegnato la custodia del Convitto Delfico alla dirigente scolastica Daniela Baldassare. Noi, ogni volta che abbiamo bisogno di fare un sopralluogo, dobbiamo presentare e aspettare che venga approvata una istanza al Tribunale. Da tecnico, prima ancora che da presidente, credo che il Delfico tornerà ad essere agibile da tutte le scuole non prima di quattro o cinque anni”.
Gli studenti hanno spaziato su molti argomenti, sollecitando il presidente sui temi della rappresentanza, della partecipazione e sul ruolo della politica. Al termine dell’incontro D’Angelo ha ringraziato gli studenti “per questo momento di confronto” e li ha lodati “per il ruolo che svolgete come rappresentanti di Istituto, una vera palestra di partecipazione e di esercizio della politica nel senso più nobile della parola”.
E a questo proposito va ricordato che il progetto vinto dalla Provincia con il bando UPI ProvincexGiovani prevede un percorso di co-progettazione proprio con gli studenti e che è prevista una prima riunione il prossimo 25 febbraio con la Consulta provinciale studentesca per mettere a fuoco le azioni. Parlando di disagio giovanile, non vi è dubbio che la chiusura traumatica del Delfico è causa di molte problematiche per gli studenti e certamente potrebbe rappresentare un’azione progettuale da sviluppare.






