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Orsa Amarena, rinviata udienza per nullità

Avezzano. Si è conclusa con un rinvio per nullità procedurale quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza dibattimentale del processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, esemplare simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ucciso nell’estate del 2023.

L’udienza si è svolta oggi davanti al Tribunale di Avezzano a carico di Andrea Leombruni, imputato per i fatti avvenuti il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi, quando l’orsa venne uccisa con un colpo di fucile mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli, rimasti orfani.

La giudice Francesca D’Orazio ha accolto l’eccezione di nullità della citazione a giudizio, sollevata in aula, rilevando che l’atto redatto dalla Procura risultava incompleto sotto il profilo formale.

Tale vizio, secondo la giudice, determina la nullità dell’intero procedimento nella sua fase introduttiva, rendendo necessario il rinnovo degli atti. Il processo, dunque, dovrà ripartire dall’inizio, con un nuovo atto di citazione e la fissazione di una successiva udienza.
Erano circa cinquanta gli enti e le associazioni ambientaliste costituiti parte civile, insieme alla Regione Abruzzo. Tra questi il Pnalm, il Comune di Villalago, Lav, Wwf Italia, Enpa, Oipa, oltre a numerose altre organizzazioni impegnate nella tutela della fauna selvatica. L’imputato deve rispondere del reato di uccisione di animali, con l’aggravante della crudeltà, in relazione all’abbattimento di un orso bruno marsicano, sottospecie protetta e a rischio di estinzione.

L’udienza fissata per oggi nel procedimento per la vile uccisione di Amarena non si è potuta celebrare, per un vizio nel decreto di citazione a giudizio che ha comportato per la seconda volta la restituzione degli atti al P.M. che quindi dovrà emettere un nuovo decreto di rinvio a giudizio. “Naturalmente il rischio riguarda la prescrizione visto l’allungarsi dei tempi del processo” , spiega il Presidente dell’associazione Gabriele Bettoschi, che però tiene a precisare che nonostante tutto l’associazione confida nella legge ed è pronta nuovamente a costituirsi parte civile.

L’avvocata di Leal, Aurora Rosaria Loprete, esprime forte preoccupazione: “Attendiamo che ci venga nuovamente notificato il decreto di citazione a giudizio, auspicando che non vi siano ulteriori possibilità per la difesa dell’imputato di eccepire qualsiasi tipo di vizio che il decreto possa avere. Esiste infatti un rischio non ignorabile di prescrizione del reato”.

“Stiamo lottando – dice Gian Marco Prampolini presidente LEAL- per la punizione di un reato di straordinaria gravità, commesso senza alcuna giustificazione e con l’aggravante della crudeltà, in spregio della vita anche di due cuccioli, che non po’, per nessuna ragione restare impunito. La morte di Amarena rappresenta un danno ambientale enorme: ha eliminato una femmina riproduttiva di una popolazione di appena una sessantina di orsi marsicani, la popolazione di plantigradi più rara del mondo e rigorosamente protetta. L’uccisione ha compromesso la crescita demografica e genetica di un animale-chiave dell’ecosistema e simbolo di convivenza responsabile. Amarena è stata sottratta alla specie insieme a una parte insostituibile del suo futuro biologico”.

 

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