Tortoreto, piazzale della chiesa. Lupi (Italia Viva): vanno prese in considerazioni ipotesi alternative

Tortoreto. “Perché condizionare il futuro della cittadina per 23 anni per realizzare il piazzale della chiesa? Con gli introiti, attuali, delle strisce blu si potrebbe con pochi anni fare un mutuo e realizzare le opere previste”.
Torna ad accendersi il dibattito, anche se non è stato mai sopito, attorno al project financing percorso dall’amministrazione comunale per la sistemazione del piazzale della chiesa, di tutta l’area attigua e per la realizzazione di un parcheggio in via Teramo.
Operazione finanziata con l’affidamento delle strisce blu (implementate nel numero, nella durata e nei costi rispetto ad ora) per 23 anni. Tema oggetto di un ordine del giorno, nell’ultima seduta consiliare, che ha confermato gli obiettivi dell’amministrazione.
A rilanciare il tema è Antonio Lupi, segretario cittadino di Italia Viva, anche alla luce di quella che è stata la discussione nell’ultimo consiglio comunale.
“Con una spesa di 1milione di euro“, dice, ” si potrebbe utilizzare l’introito delle strisce blu per 4 anni e realizzare quello che prevede l’attuale progetto di finanza. Sindaco e amministrazione mancano di rispetto ai tanti cittadini che hanno raccolto le firme e che chiedono soluzioni diverse rispetto a quelle prospettate”.
Tema parcheggi. “Con le modifiche in itinere”, saranno previste le strisce blu in diverse zone del centro e si andranno a penalizzare tanti tortoretani”, dice ancora Lupi. “Il sindaco parla di utilizzare garage, ma le regole parlano di un posto auto per ogni appartamento e dunque non è che i cittadini hanno la cattiva abitudine di parcheggiare in strada, ma sono le norme a prevedere certi parametri. E poi perché ipotecare il futuro per i prossimi 23 anni per realizzare un qualcosa che non sarà mai una piazza? La realizzazione del piazzale della chiesa è necessario, ma non seguendo questo percorso”.
Gestione strisce blu. Una delle riflessioni che avanza Lupi è quella di dare vita ad una cooperativa locale di giovani che potrebbero gestire le aree di sosta a pagamento durante il periodo estivo. “Su questo bisogna lavorare”, dice.



