
Roseto. La pazienza è finita. L’azienda ha inviato oggi, 31 marzo, comunicazione sul turnover con riduzione dei lavoratori stagionali a causa all’avvio del ciclo continuo ad Alanno e conseguente riduzione dei volumi del confezionamento su Roseto.
Nella stessa mail ha comunicato che il reparto confezionamento passerà dalle 90 unità giornaliere a circa 59 unità giornaliere.
A questo si aggiunge la comunicazione tardiva sulle proroghe e richiamate in violazione dell’impegno assunto dall’azienda lo scorso 27 novembre in Confindustria quando era stata garantita la comunicazione di rinnovi e richiamate con almeno una settimana di anticipo. È vergognoso che, per l’ennesima volta, vengano calpestati gli accordi sottoscritti, un comportamento che azzera la credibilità dell’azienda.
Apprendiamo ora quindi che l’operazione di spostamento del reparto – e la conseguente e drastica riduzione dei volumi su Roseto – ha già avuto inizio, senza alcun coinvolgimento dei sindacati.
“È un fatto gravissimo e inaccettabile considerando che è fissato un incontro in regione il 21 aprile”, scrive in una nota la Fai Cisl.
“Navighiamo a vista in una situazione in cui l’azienda non fornisce garanzie.
Ci siamo già mossi per aprire un tavolo di crisi in Regione che è stato fissato per il 21 aprile. Tuttavia, è impensabile e materialmente impossibile attendere quella data per avere risposte. Già nel 2018, a seguito dell’avvio dello spostamento della confezione da Roseto ad Alanno era stato sottoscritto l’accordo del 2018 che ha dato tutele e garanzie ai lavoratori stagionali. Nella riunione in Confindustria svolta il 9 marzo abbiamo ribadito che l’accordo del 2018 doveva essere la base di riferimento per la discussione e il 24 marzo ci aspettavamo di iniziare ad individuare una soluzione tenendo sempre come riferimento quell’accordo. Oggi invece ci ritroviamo nella situazione paradossale in cui, saltato l’incontro del 24 marzo, non esiste nessun tavolo di discussione tranne quello convocato dalla regione per il 21 aprile che invece dovrebbe essere il punto di arrivo di un percorso, come fu nel 2018 in cui la regione fu garante dell’accordo.
“I tempi della burocrazia aziendale e l’instabilità della governance non possono e non devono ricadere sulle spalle di chi lavora. Le scadenze contrattuali, le bollette da pagare e il diritto al lavoro non aspettano i comodi di una dirigenza assente. In un momento storico, nazionale e internazionale, così delicato, servirebbe una forte responsabilità sociale d’impresa che qui è totalmente assente. Le lavoratrici e i lavoratori pretendono un chiarimento istantaneo.
La dignità dei lavoratori della Salpa non è merce di scambio, né può essere sospesa in attesa di completare un organigramma. In assenza di risposte adeguate chiare e definitive nelle prossime ore la mobilitazione di tutti i lavoratori sarà inevitabile.



