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Teramo

Roseto, un palazzo che si svuota: gli interrogativi dell’opposizione

Roseto. Le dimissioni del Segretario generale del Comune riaccendono il confronto politico a Roseto. A intervenire sono SiAMO Roseto, Forza Roseto, Noi Moderati e Fratelli d’Italia, che leggono l’ultimo avvicendamento all’interno dell’ente come l’ennesimo episodio di una serie di cambiamenti che, secondo loro, merita di essere chiarita.

“Le dimissioni del Segretario generale rappresentano l’ennesimo tassello di un quadro che, a questo punto, non può più essere derubricato a semplice casualità o normale avvicendamento amministrativo”, sostengono i gruppi.

L’opposizione ripercorre quindi gli ultimi cambiamenti che hanno interessato l’amministrazione comunale: due collaboratori del sindaco, due assessori, due capi di gabinetto e ora il Segretario generale.

A questi potrebbe aggiungersi, secondo indiscrezioni che circolano in città, anche un dirigente attualmente in servizio. Un’ipotesi che i gruppi collegano alla recente variazione del piano assunzionale, nella quale sarebbe previsto l’arrivo di un dirigente in convenzione con un altro ente per 18 ore settimanali.

“Al di là delle interpretazioni politiche – affermano – il dato sembra confermare che qualche altra casella dirigenziale sia destinata a svuotarsi e che l’amministrazione stia scegliendo di coprirla con una presenza estremamente ridotta”.

L’opposizione chiede spiegazioni

Di fronte alla sequenza degli avvicendamenti, per le forze di opposizione «le domande diventano inevitabili» e il sindaco viene chiamato a fornire chiarimenti.

“Perché se ne vanno? Perché persone scelte direttamente dal primo cittadino, chiamate a condividere responsabilità, decisioni e percorso amministrativo, stanno progressivamente recidendo il proprio rapporto con il Palazzo di Città?”.

I gruppi si interrogano sulle ragioni delle diverse uscite e chiedono di capire se si tratti esclusivamente di normali scelte professionali oppure se possano esserci problemi organizzativi, dissapori o fratture all’interno della macchina amministrativa.

L’opposizione solleva anche un interrogativo più delicato, precisando però di non voler affermare che questa sia la spiegazione degli addii: «Si sta assistendo a una vera e propria fuga dal Municipio anche per tutelare sé stessi, prima che sia troppo tardi?».

Secondo i quattro gruppi, la domanda sarebbe comunque politicamente legittima alla luce della successione degli abbandoni.

Un segnale politico

Per SiAMO Roseto, Forza Roseto, Noi Moderati e Fratelli d’Italia, il fatto che a lasciare siano anche figure legate da un rapporto fiduciario con il sindaco rappresenta un elemento che non può essere ignorato.

“Quelle persone sono state individuate e nominate nell’ambito del rapporto di stretta collaborazione con il sindaco. Il loro progressivo allontanamento costituisce quindi anche un segnale politico”.

L’opposizione richiama inoltre la prossimità della scadenza elettorale e sostiene che i cittadini abbiano il diritto di conoscere le ragioni alla base delle diverse decisioni.

“Non basta assistere alla processione degli addii e limitarsi a considerarli episodi indipendenti», concludono i gruppi. “Quando gli abbandoni diventano una sequenza, la sequenza stessa diventa una notizia politica”.

 

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