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Teramo

Dati turistici: la nuova tendenza. Tranquillità, borghi, ambiente ed enogastronomia fattori decisivi

L'analisi di Valerio Di Mattia (Fiepet Confesercenti)

Abruzzo. I dati turistici del 2026 indicano per l’Abruzzo non soltanto una crescita quantitativa, ma soprattutto un cambiamento della domanda.

Nel primo semestre sono aumentati arrivi e presenze, con un dato particolarmente significativo nei piccoli comuni. È il segnale di un turismo sempre più diffuso, interessato a borghi, aree interne, natura, tranquillità, cultura ed esperienze territoriali, in coerenza con le linee guida del documento di programmazione 2026 del Ministero del Turismo.

L’Abruzzo possiede tutte le caratteristiche per intercettare questa nuova tendenza.

Come sottolineato anche dal presidente regionale di Assoturismo Confesercenti e componente della Giunta nazionale FIEPET, Gianluca Grimi, la tranquillità torna a essere un valore ricercato. Qualità della vita, sicurezza, ambiente e paesaggio diventano parte integrante del prodotto turistico.

Più tipicità, più qualità, più valori del territorio.

In questo scenario assume un ruolo strategico anche il mondo della somministrazione rappresentato da FIEPET.

Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana rafforza ulteriormente il valore della ristorazione nella proposta turistica. Cucina e somministrazione di qualità non sono più soltanto servizi accessori al soggiorno, ma cultura, identità, territorio, biodiversità e capacità di raccontare una comunità.

“L’intero Abruzzo dispone inoltre di una rete diffusa e qualificata”, sottolinea in una nota Valerio Di Mattia, presidente provinciale FIEPET Confesercenti. “Teramo e la sua provincia, in particolare, possono oggi vantare nuovi e prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali, una nuova generazione di interpreti della ristorazione, osterie e formule innovative capaci di attirare l’attenzione della stampa specializzata, oltre a un comparto delle pizzerie sempre più dinamico.

Registriamo anche segnali di ritorno di una componente turistica con maggiore capacità di spesa, interessata alla tipicità, alla qualità e ai valori autentici dei luoghi.

Un segnale nuovo, particolarmente evidente nei flussi internazionali, che potrebbe contribuire a invertire la lunga fase di contrazione dei consumi che ha caratterizzato gli ultimi anni.

L’Abruzzo può quindi costruire una proposta fortemente competitiva mettendo insieme mare, borghi, montagna, paesaggio, produzioni agroalimentari, vino e somministrazione di qualità.

Ci preoccupa invece il perdurare di un certo disallineamento in alcune località della costa teramana, ancora troppo dipendenti dai picchi stagionali e da forme di movida che, quando degenerano, producono abuso di alcol, insicurezza, rumore, degrado e conflitti con residenti e imprese.

Il problema non è il divertimento, che è parte naturale dell’offerta turistica. Il problema nasce quando l’eccesso diventa modello di attrazione e finisce per entrare in contraddizione con i valori di tranquillità, qualità e sostenibilità che stanno favorendo la crescita turistica dell’Abruzzo.

Per questo condividiamo il percorso annunciato dal Prefetto di Teramo, fondato sulla prevenzione, sulla programmazione anticipata e sul coinvolgimento degli operatori economici e delle comunità.

La sfida ora è trasformare queste tendenze in una strategia condivisa e, su questo terreno, FIEPET è pronta a dare il proprio contributo.

La crescita di borghi e aree interne può diventare una grande opportunità anche per gli operatori della costa, contribuendo ad allungare la stagione, ampliare i mercati di riferimento e superare la dipendenza dai soli picchi balneari.

Costa ed entroterra devono diventare parti dello stesso sistema turistico, riconoscendo alla ristorazione e al mondo della somministrazione un ruolo centrale nel collegare territori, produzioni e identità locali.

Riteniamo quindi necessario un confronto strutturato tra Regione, Comuni, ATS Riviera del Gigante e rappresentanze economiche su programmazione turistica, sicurezza, qualità degli eventi, gestione della notte, enogastronomia, destagionalizzazione e integrazione territoriale.

Le associazioni datoriali sono pronte a fare la propria parte.

L’Abruzzo ha oggi una grande opportunità: non limitarsi a inseguire più presenze, ma costruire un turismo di maggiore valore, capace di produrre economia senza compromettere la qualità dei territori e delle comunità che lo ospitano”.

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