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Teramo

Giulianova, via Nievo, lavori fermi per le verifiche sulla stabilità dei pini

Il Conalpa chiede chiarezza

Giulianova. Restano fermi i lavori di manutenzione straordinaria in via Nievo, dove il rifacimento del manto stradale si è intrecciato con la necessità di tutelare i pini presenti lungo la strada. Al centro della vicenda ci sono le verifiche sulla stabilità di alcuni alberi, che dovranno essere ripetute dopo le modifiche apportate agli scavi in prossimità delle radici.

La ricostruzione fornita da Co.N.Al.Pa. Giulianova ETS parte dalla primavera del 2026, quando il progetto comunale per la manutenzione delle strade prevedeva in via Nievo il rifacimento del tappetino di usura. Nei tratti interessati dal sollevamento dell’asfalto provocato dalle radici, il progetto indicava la necessità di rimuovere le cause del dissesto, contemplando anche l’eventuale abbattimento degli alberi ad alto fusto.

Durante l’estate, su impulso di Co.N.Al.Pa., il Comune ha scelto di affiancare ai lavori la figura di un arboricoltore certificato, incaricato di verificare le condizioni dei pini e di indicare le modalità più appropriate per intervenire sulle radici.

A fine luglio sono quindi iniziati gli scavi alla presenza del tecnico. Le radici ritenute in conflitto con la sede stradale sono state recise manualmente dove necessario, con tagli netti e successivamente disinfettati e cauterizzati. L’arboricoltore ha inoltre effettuato, gratuitamente e per propria iniziativa, alcune prove di trazione per valutare la stabilità degli alberi dopo gli interventi.

A inizio agosto Comune e Co.N.Al.Pa. avevano illustrato congiuntamente l’attività, indicandola come un possibile modello per conciliare la manutenzione della viabilità con la tutela del patrimonio arboreo.

La situazione è cambiata tra il 27 e il 29 agosto. Cristiano Gentile, presidente di Co.N.Al.Pa., che seguiva periodicamente l’avanzamento del cantiere in attesa della posa delle barriere antiradice, ha rilevato, secondo quanto riferito dall’associazione, che lo scavo si era ulteriormente avvicinato alla base degli alberi. Gentile ha fotografato la situazione e chiesto un nuovo controllo.

Il 31 agosto è stato quindi effettuato un sopralluogo al quale hanno partecipato l’assessore al Verde, il dirigente, il responsabile del procedimento, la ditta esecutrice, l’arboricoltore e rappresentanti di Co.N.Al.Pa.

Dal sopralluogo è emersa la necessità di ripetere le prove di trazione su alcuni pini, dal momento che le condizioni dello scavo erano cambiate rispetto a quelle esistenti quando erano state effettuate le prime verifiche. Le nuove prove, questa volta a pagamento, sono attese nei prossimi giorni. Nel frattempo, i lavori in via Nievo restano sospesi.

«I lavori sono fermi perché su alcuni alberi le prove di stabilità vanno rifatte – afferma Gentile –. I cittadini che passano ogni giorno da lì hanno il diritto di sapere perché il cantiere non va avanti».

Il presidente di Co.N.Al.Pa. sottolinea inoltre la necessità di considerare le condizioni dell’albero nel momento esatto in cui viene effettuata la verifica. «Un certificato di stabilità vale per l’albero com’era nel momento in cui è stato misurato. Se dopo si interviene ancora sulle radici, quel certificato non racconta più la stessa cosa», sostiene Gentile, evidenziando i possibili rischi legati alla presenza di pini di notevoli dimensioni lungo una strada frequentata da auto, biciclette e pedoni.

Resta anche la questione dei costi delle nuove verifiche. «La prima volta le prove di trazione sono state fatte gratuitamente, per scrupolo del tecnico. Adesso vanno rifatte e hanno un costo. La domanda che poniamo è semplice: chi le paga?», aggiunge il presidente dell’associazione.

Da Co.N.Al.Pa. arriva infine una proposta per evitare situazioni analoghe in futuro: introdurre una procedura che impedisca la chiusura degli scavi effettuati in prossimità degli alberi senza un preventivo via libera tecnico. Un sistema, sottolinea Gentile, già previsto in un protocollo sottoscritto con Citigas per gli interventi relativi alle condotte del gas.

«Io non sono un tecnico pagato per controllare un cantiere, sono un cittadino che ci mette il suo tempo gratuitamente – conclude Gentile –. Un protocollo che funziona solo se passa di lì un volontario non è un protocollo, è una fortuna. E la fortuna prima o poi finisce».

L’auspicio dell’associazione è che le nuove prove confermino la stabilità degli alberi e consentano di completare l’intervento senza compromettere il patrimonio arboreo. «Ci auguriamo con tutto il cuore che le prove diano esito positivo e che tutti gli alberi restino in piedi. Continueremo a seguire questo cantiere fino alla fine».

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