
Civitella del Tronto. C’è una bellezza antica che stringe il cuore quando si guarda Civitella del Tronto. Una bellezza fatta di storia, di pietra forte e di paesaggi che tolgono il fiato.
Ma l’amore per un luogo non si nutre solo di sguardi da lontano; si vive nel quotidiano, nei passi che ogni giorno i cittadini compiono lungo le sue strade, nei dettagli di una normalità che oggi, purtroppo, chiede ad alta voce di essere protetta.
Negli ultimi tempi, una silenziosa ma sentita preoccupazione sta attraversando l’animo di chi questa terra la abita e la ama profondamente. Non si tratta di proteste, ma di una sincera e diffusa richiesta di cura e attenzione per il proprio paese.
La quotidianità ferita
Camminare o guidare per il territorio è diventato un esercizio di costante attenzione.
Le strade, segnate dal tempo e dall’usura, raccontano la fragilità di un manto stradale che mette a dura prova la sicurezza dei cittadini e l’integrità delle loro automobili.
La mancanza di una segnaletica chiara disorienta non solo chi ci vive, ma anche i turisti che vorrebbero scoprirne i segreti.
A questo si aggiunge la natura che, se non custodita, rischia di trasformarsi da risorsa in pericolo: erba alta che invade i margini delle strade e alberi pericolanti che attendono un intervento di sfalcio e messa in sicurezza prima che sia troppo tardi.
Il buio e il bisogno di protezione
Quando scende la sera, ci sono angoli critici del nostro territorio che si spengono troppo presto. La carenza di illuminazione pubblica in punti strategici non è solo una questione di visibilità, ma di serenità. La luce è sicurezza, è la carezza che accompagna chi torna a casa dopo una giornata di lavoro.
Una serenità che si vorrebbe ritrovare anche nei luoghi della memoria e della devozione. I nostri cimiteri, custodi della storia e degli affetti più cari di ogni famiglia civitellese, insieme ai punti più isolati del comune, chiedono oggi una presenza vigile. L’installazione di telecamere e fototrappole a circuito chiuso non viene vista come un atto di controllo, ma come uno scudo protettivo: un modo per preservare il decoro, scoraggiare l’inciviltà e garantire che la sacralità dei luoghi di riposo e la bellezza della nostra natura non vengano violate.
”Curare un territorio significa curare le persone che lo abitano”.
Questo appello nasce spontaneo, come una lettera aperta dettata dal profondo attaccamento a Civitella. Non c’è il desiderio di puntare il dito, ma la speranza condivisa che queste parole – che raccolgono il sentire comune e silenzioso di tanti – possano toccare le corde giuste. Perché Civitella del Tronto merita di splendere, in ogni sua strada, in ogni suo lampione, in ogni suo angolo di storia. Per il bene di chi c’è oggi, e di chi ci vivrà domani. (lettera firmata)



