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Teramo

Campli, approvazione rendiconto, la minoranza: il Comune beneficia di regole speciali?

Campli. Il Comune di Campli non ha approvato in Consiglio il rendiconto della gestione 2025 entro il 31 maggio, termine già prorogato rispetto all’ordinario 30 aprile in ragione degli eventi meteorologici eccezionali del 2026.

Non solo: nell’intervista rilasciata ieri il sindaco preannuncia l’approvazione in Consiglio comunale addirittura a luglio, oltre un mese dopo un termine già scaduto. Non è un ritardo subìto, è un inadempimento dichiarato in anticipo. Lo schema è stato approvato dalla Giunta, ma il Consiglio — unico organo competente ai sensi dell’art. 227 del TUEL — non è stato convocato e gli atti non sono stati messi a disposizione dei consiglieri. Questa prassi non è nuova, è ben il terzo anno consecutivo in cui il rendiconto non viene approvato entro i termini di legge.
“Avevamo già segnalato alla Prefettura le difficoltà dell’ente nel rispettare le scadenze contabili.

Oggi non parliamo più di un ente in affanno, ma di un’amministrazione che programma apertamente il proprio inadempimento: il sindaco mette nero su bianco che approverà a luglio, come se i termini di legge fossero un’opzione e non un obbligo. Chiediamo alla Prefettura un intervento tempestivo, che chiarisca se il Comune di Campli goda di una disciplina speciale oppure debba attenersi alle stesse regole di tutti gli altri comuni italiani.”
“Chi annuncia con un mese di anticipo che non rispetterà la scadenza è un sindaco che è anche assessore al bilancio e che, per professione, è revisore dei conti: a lui più che a chiunque altro competeva il controllo, su due fronti distinti.

Da un lato l’Unione dei Comuni, dove sotto la sua amministrazione sono emerse criticità contabili e la stessa Unione non ha approvato regolarmente tre rendiconti. Dall’altro il Comune di Campli, che amministra direttamente, dove — come da lui stesso annunciato, e come avevamo già denunciato pubblicamente qualche giorno fa — sembrerebbe che non sia stata versata l’IVA allo Stato, oltre alle molte altre criticità dei bilanci precedenti, già segnalate sia da noi, nel corso degli anni, sia dalla Corte dei Conti. Dopo quindici anni alla guida del Comune come sindaco e assessore al bilancio, programmare il proprio ritardo non è gestione dei conti pubblici: è la certificazione, scritta di suo pugno, di un fallimento amministrativo. I cittadini di Campli meritano di sapere fino a quando dovranno pagare il prezzo di questa incapacità.”

 

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