
Atri. Nel periodo compreso tra ottobre 2025 e febbraio 2026, la Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri Oasi WWF ha coinvolto gli studenti del Liceo Luigi Illuminati di Atri in un nuovo percorso di lettura e valorizzazione del territorio della città ducale. Il progetto dal titolo “Le rocce raccontano”, è stato finanziato dalla Fondazione Tercas e nasce da una collaborazione della riserva naturale con il liceo della città ducale, Case della Fotografia, l’Associazione Cul.Tur.A’ (Cultura Turismo Ambiente) e il noto geologo – specializzato in geoarcheologia – Professor Silvano Agostini, già funzionario presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Abruzzo e tra i massimi rappresentanti del settore in Italia.
Il percorso ha visto protagonisti 16 studenti e studentesse in un laboratorio fotografico con l’obiettivo di raccontare la storia della Regina delle Colline attraverso i materiali costruttivi utilizzati dall’antichità fino ai giorni nostri. “Le rocce raccontano”, è stato articolato in dieci incontri nei quali si sono alternate lezioni frontali in aula a visite guidate in campo. L’intero progetto si è concluso con la realizzazione di una fanzine fotografica autoprodotta che raccoglie foto e testi elaborati dalla classe, quale mezzo innovativo per valorizzare il territorio.
“Il Liceo Illuminati è da sempre impegnato a costruire un dialogo vivo e costante con il territorio di Atri – commenta il Dirigente scolastico Domenico Forcella “Il progetto ‘Le rocce raccontano’ rappresenta perfettamente la nostra idea di scuola aperta: un laboratorio diffuso dove la geologia e la storia si fondono con i linguaggi visivi contemporanei. Grazie al supporto della Fondazione Tercas e alla sinergia con la Riserva dei Calanchi e gli esperti di settore, offriamo ai nostri studenti non solo una formazione didattica, ma un’esperienza di cittadinanza attiva, guidandoli a guardare la loro città con occhi nuovi e consapevoli”.
“Negli anni abbiamo raccontato la ricca e preziosa storia della città di Atri attraverso molteplici punti di vista: naturalistico, storico, archeologico. Partire dalle rocce per ricostruire, non ambienti naturalistici ma i monumenti storici della città, è un approccio diverso e molto coinvolgente che ci consente di metter in luce aspetti forse spesso poco esplorati. Dialogare con gli studenti è sempre un’occasione preziosa, il nostro più sentito ringraziamento va rivolto al Dirigente scolastico Prof. Adriano Forcella che ha aperto le porte del suo Istituto per coinvolgere gli studenti in un percorso sicuramente inedito” dichiara il Direttore della RNR Calanchi di Atri Adriano De Ascentiis che in qualità di naturalista, ha avuto il compito di guidare i ragazzi nelle fasi iniziali del progetto.
A sottolineare il valore dell’iniziativa interviene anche l’Assessore con delega alla Riserva del Comune di Atri, Domenico Felicione: “Progetti come ‘Le rocce raccontano’ dimostrano quanto sia fondamentale creare connessioni autentiche tra scuola, ambiente e patrimonio culturale. Atri è una città che custodisce la propria storia nelle pietre, nei monumenti e nel paesaggio, e vedere i giovani diventare interpreti consapevoli di questa eredità è motivo di grande orgoglio per l’amministrazione. La collaborazione tra istituzioni, associazioni ed esperti rappresenta un modello virtuoso di educazione al territorio e di valorizzazione sostenibile della nostra identità. Investire nella conoscenza significa rafforzare il legame tra le nuove generazioni e la comunità, rendendole protagoniste attive della tutela e della promozione della Riserva e dell’intero patrimonio atriano”.
Gli obiettivi del percorso sono, quindi, da un lato conoscere le fasi costruttive di Atri in relazione ai materiali impiegati e dall’altro apprendere tecniche fotografiche e di impaginazione grafica. Ad accompagnare i ragazzi in questo nuovo e avvincente progetto, oltre ad Adriano De Ascentiis, il geologo Silvano Agostini, la fotografa Emanuela Amadio di Case di Fotografia ed Eleonora Varani, guida turistica dell’Associazione Cul.Tur.A’, che ha tracciato e sperimentato con i ragazzi una nuova tipologia di visita guidata, nella quale la voce principale è lasciata proprio alle rocce.






