
Uno stadio pieno (con oltre 18mila persone) sarà la forza certa a disposizione di Giorgio Gorgone che domani affronterà la Sampdoria per una delicatissima sfida-salvezza.
Il tecnico del Pescara, invece, conserva ancora qualche dubbio sulla formazione: “Sono ancora fuori Tsadjout, Lamine Fanne, Faraoni e Merola”, ha confermato stamani in conferenza stampa, mentre “Graziani e Oliveri saranno a disposizione, Gravillon e Letizia si sono aggregati dopo i permessi familiari”.
L’allenatore biancazzurro dice che farà “la formazione sapendo che avrò dei cambi importanti su cui contare”. Un esempio su tutti: “l’impatto di Meazzi è devastante”, ma “abbiamo tanti giocatori forti, un bravo anche al portiere Saio, che ci sta dando tanta affidabilità”.
Gorgone, però non ritiene lo scontro da out-out: “E’ una partita molto importante, ma non decisiva. Dobbiamo stare attenti a tutti i dettagli, lo sappiamo molto bene. Loro vengono da 4 partite in cui hanno ottenuto 7 punti con Lombardo in panchina. Hanno pareggiato con la capolista Venezia. La Samp non dovrebbe stare in questa posizione, evidentemente qualche problema l’ha avuto. Loro oggi stanno bene e hanno tante qualità. Noi però non dobbiamo guardare il nome o lo spessore dell’avversario: sappiamo bene che fatica abbiamo fatto per essere qui a giocarci la salvezza e non possiamo fermarci. Ora ci sono cinque partite e ogni dettaglio è importante. Le partite sono sempre imprevedibili, spero di non trovare giocatori nostri nella classica giornata storta”.
Menzione particolare sul gruppo: “Se non siamo sprofondati qualche tempo fa è perché questo è un gruppo formidabile. E ho avuto il supporto di una società importante con il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Foggia. Voglio dare anche un merito al mio staff: nella sosta abbiamo fatto un bel lavoro e questa cosa si è vista a Reggio. E Insigne ha fatto la miglior partita da quando è a Pescara. Sono felicissimo della gestione che abbiamo avuto con lui”.
Ma Gorgone, ribadisce, che la forza è corale, citando quanto recentemente detto da Gaston Brugman: “Il segreto è che questa squadra ha abbandonato l’atteggiamento individuale”.



