
Sui volantini di Azione Studentesca, comparsi fuori dalle scuole, campeggia lo slogan: “LA SCUOLA È NOSTRA”.
E così, ci chiediamo se la scuola debba davvero appartenere a un’organizzazione di estrema destra — riconducibile a Gioventù Nazionale — che, con la benedizione dei vertici di Fratelli d’Italia, avvia campagne delatorie per schedare i docenti di sinistra.
In un video i docenti Daniela Di Massimantonio e Luca Mastrocola esprimono la propria posizione. “Noi crediamo che la scuola debba essere di tutti e, in particolare, un luogo di scambio e comprensione. Sicuramente, non può essere il luogo della delazione. Schedare il dissenso significa ridurre l’essere umano a una funzione sospetta e trasformare il pensiero in un reato potenziale. È un’operazione che nasce dalla paura della complessità e di ciò che non si può controllare.
Nessuno di noi, inoltre, vuole fare propaganda o indottrinare gli studenti. Il nostro unico intento è stimolare il pensiero critico e l’indipendenza di giudizio. Al contrario, chi invoca la schedatura dei docenti non difende gli studenti, ma li disarma, privandoli dell’esposizione a idee diverse e, appunto, indipendenti.
La scuola, per sua natura, è il luogo dell’inquietudine. È lo spazio in cui il sapere non viene addomesticato, ma messo in crisi; in cui le certezze non vengono distribuite come pane benedetto, ma smontate, interrogate, persino contraddette. Pretendere una scuola “neutrale” è già una menzogna; pretendere una scuola sorvegliata è un atto autoritario.
E, in tal senso, fare “politica” a scuola non vuol dire imporre idee, ma educarsi al rispetto, al pluralismo. È politica nel suo senso più sano ed è il vero indice di una società civile.
Se quella società voi volete cambiarla, continuate pure con i vostri questionari. Noi siamo di sinistra e crediamo fermamente nell’uguaglianza, nella giustizia sociale e nei diritti civili. I nostri nomi e cognomi li conoscete!”.



