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“Per atto aziendale Asl seconda bocciatura, ora i consiglieri teramani da che parte stanno?”

Le parole del consigliere Cavallari

“La seconda bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo segna un punto di non ritorno. È il fallimento di una scelta politica precisa e reiterata, firmata dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Di fronte a questo esito, invece di assumersi le proprie responsabilità, si cerca di minimizzare le conseguenze reali di decisioni che penalizzano in modo evidente la sanità teramana. Si prova a far passare il messaggio che ‘nulla cambia’, che l’Unità Operativa di Malattie Infettive UOSD era e UOSD rimane, e che la dottoressa D’Alonzo resta al suo posto. Ma questa narrazione rassicurante non regge: la trasformazione in UOC era necessaria per garantire autonomia, peso decisionale e capacità di programmazione. Dire che tutto rimane uguale significa solo difendere l’indifendibile“.

È durissimo il giudizio di Giovanni Cavallari, capogruppo di Abruzzo Insieme.

“Se davvero nulla cambia – incalza Cavallari – qualcuno dovrebbe spiegare perché, in due distinti atti aziendali, si è chiesto di trasformare Malattie Infettive in UOC. Le due cose non possono coesistere. O quella trasformazione era necessaria, e allora la bocciatura dell’atto aziendale è un danno grave, oppure era solo una promessa di facciata, utile a tranquillizzare il territorio”.

“Ma i danni non si fermano qui – prosegue Cavallari – con lo stesso atto aziendale Teramo perde la UOC di Chirurgia a Sant’Omero, un colpo durissimo per l’offerta sanitaria provinciale, e il Centro Trasfusionale viene declassato, riducendo qualità e capacità di risposta immediata ai bisogni dei cittadini. Questi non sono dettagli: sono scelte politiche precise, che pesano ogni giorno sulle vite dei teramani”.

“Finalmente – aggiunge Cavallari – potrà riunirsi anche il Comitato Ristretto dei Sindaci, chiamato a valutare in modo diretto e concreto quanto le scelte regionali abbiano inciso sull’offerta sanitaria della provincia di Teramo. Un passaggio dovuto e necessario, che arriva con grave ritardo, ma che conferma la centralità del territorio nella difesa dei propri servizi”.

“Questo modo di procedere è una farsa politica – sottolinea Cavallari – da una parte si riconosce nei fatti la necessità di rafforzare reparti e servizi, lo si scrive negli atti di programmazione, e poi, quando quegli atti vengono bocciati, si tenta di far credere che nulla sia cambiato. Questa è una contraddizione politica evidente”.

“Il tempo delle ambiguità è finito – conclude – Teramo non può più accettare una sanità fatta di minimizzazioni, passi indietro mascherati da normalità e promesse mai mantenute. Le responsabilità sono chiare e sono politiche. Ora vogliamo sapere da tutti i consiglieri regionali eletti nella nostra provincia da che parte stanno: con la difesa dei cittadini teramani o con Marsilio e Verì?“.

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