Vendita rete del gas, Prospettiva Atri: “Attendiamo risposte”
Quattro domande per l'amministrazione Ferretti

Atri. “Dopo giorni di comunicati e risposte “istituzionali” sulla vendita della rete del gas, resta un dato evidente: alle domande vere non è stata data risposta”.
Lo dice il gruppo Prospettiva Atri.
“La prima è semplice: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑎’ 𝐴𝑡𝑟𝑖, 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 7 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜? 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑒? 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖? 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎’ 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑓𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖? Negli atti, una risposta non c’è. Perché quei soldi servono soprattutto a sostenere il Piano di riequilibrio e a dimostrare alla Corte dei Conti che il Comune incasserà risorse nel breve periodo”.
“Seconda domanda. C𝑜𝑚𝑒 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙’𝑎𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑑𝑖 2,2 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜? Si parla di “ricchezza creata”, ma la realtà è un’altra: il Comune ha rinunciato a 2,2 milioni di liquidità che il gestore doveva, trasformandoli in tubature. Non è stato creato nuovo valore: sono stati spostati soldi da una voce all’altra, per rendere più appetibile la vendita”.
“Terza domanda, altrettanto rilevante. P𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒’ 𝑠𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑢𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑢𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑒’ 𝑔𝑖𝑎’ 𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒? 𝐷𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖𝑜 𝑠𝑖 𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑑𝑜, 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎?”.
“Quarta domanda, che riguarda soprattutto le frazioni: 𝑐ℎ𝑖 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖𝑟𝑎’ 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑟𝑒𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑒 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 frazioni? Nel contratto di vendita non esiste alcun obbligo per il privato a estendere la rete, e il Comune non ha nemmeno indicato all’ATEM le esigenze di metanizzazione del territorio. Deciderà il mercato, non la comunità”.
“Queste sono le domande che contano”, ribadisce Prospettiva Atri. “Ed è su queste che, ancora una volta, non arrivano risposte chiare. I cittadini meritano trasparenza, non operazioni di immagine. Perché vendere patrimonio senza un progetto significa scaricare sul futuro i problemi del presente”.



