
Pescara. “Chi amministra una città ha il dovere di dire la verità ai cittadini, anche quando la verità è meno comoda delle false promesse gridate in campagna elettorale. In questi giorni assistiamo a un vero e proprio festival ‘di chi la dice più grossa’: dichiarazioni roboanti che, però, non hanno alcun contatto con la realtà di un’amministrazione pubblica. Sulla sicurezza ho sempre parlato con chiarezza”.
Lo afferma il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ad ormai una settimana dalle prossime elezioni amministrative in 23 seggi.
Il riferimento è alle accuse del candidato sindaco civico Domenico Pettinari, che nei giorni scorsi, sul tema, ha rimarcato il bisogno di “coinvolgere tutte le istituzioni sul modello della governance trasversale della sicurezza urbana, in grado di integrare le diverse e reciproche collaborazioni dei vari enti, sulla base di accordi, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, alla promozione e all’attuazione della sicurezza urbana e del benessere della popolazione”.
“Le strategie e la distribuzione degli uomini e delle donne sul territorio non le decide il sindaco, ma la Prefettura, che praticamente ogni settimana riunisce il tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza con tutte le forze dell’ordine”, ribatte Masci, “A quel tavolo partecipo attivamente da sei anni e mezzo per portare le segnalazioni, le preoccupazioni e le istanze che mi arrivano direttamente dai cittadini e per fare la mia parte istituzionale. Ma non sono io — né lo è qualsiasi altro sindaco d’Italia — a stabilire quanti agenti devono essere impiegati nelle strade: queste sono competenze precise dello Stato e delle autorità di pubblica sicurezza”.
Pettinari, inoltre, ha invocato “il potenziamento del controllo del territorio, specie nelle aree a rischio, da parte della Polizia locale, con pattugliamenti continui anche a piedi”.
“Quanto al cosiddetto ‘vigile di quartiere’ – continua Masci -, qualcuno dovrebbe informarsi meglio: in centro esistono già due presidi fissi della Polizia Locale, uno in piazza Sacro Cuore e uno al parcheggio del Bingo, proprio di fronte piazza Santa Caterina. Da lì gli agenti operano costantemente, insieme agli agenti dei corpi di pubblica sicurezza dello Stato, su quel quadrilatero e sul territorio in generale”.
Tema caldo, infine, per Pettinari, “l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, con particolare attenzione ai quartieri più soggetti ai fenomeni criminali, quale importante mezzo di deterrenza. Deve essere attiva un’interconnessione dei sistemi di videosorveglianza, attraverso il trasferimento delle immagini verso le sale operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri per garantire un reale ed efficace controllo del territorio anche in considerazione del fatto che ancora oggi la Polizia Locale di Pescara non effettua servizio notturno, con la conseguenza che certamente di notte le telecamere registrano ma nessuno le vede. Tutte le telecamere presenti devono essere collegate con il Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti indispensabile per una reale flusso di informazioni che giungono da tutto il territorio nazionale”.
“Oggi a Pescara sono attive circa 700 telecamere di videosorveglianza a disposizione delle Forze dell’Ordine. Uno strumento fondamentale, utilizzato con una frequenza giornaliera, che consente di individuare rapidamente i responsabili dei reati e di contrastare i crimini in tempi sempre più veloci”, conclude Masci.



