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Pescara

Rosciano, i genitori litigano e i figli finiscono in casa famiglia: “Prelevati con la forza” – VIDEO

Rosciano. Due bambini allontanati dalla famiglia e condotti in una struttura d’accoglienza a causa di un conflitto genitoriale.

A denunciare il caso di “particolare gravità, sproporzione e ingiustizia” è la famiglia di Valeria De Luca, madre dei due ragazzini di 10 e 13 anni residenti a Rosciano.

“Mia sorella”, spiega lo zio dei bimbi, “è oggi separata dai suoi due figli minorenni, 13 e 10 anni, collocati in casa famiglia a seguito di un procedimento pendente presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. La storia – spiega – nasce da un conflitto genitoriale esclusivamente verbale tra la signora De Luca e l’ex compagno. In un contesto del genere, come spesso avviene nelle separazioni conflittuali, la soluzione più logica e ordinaria sarebbe stata quella di allontanare eventualmente uno dei due genitori dall’abitazione familiare, così da garantire serenità ai minori e continuità di vita. Eppure la decisione assunta ha avuto un esito radicalmente diverso: non è stato allontanato un genitore, ma sono stati allontanati i bambini dalla loro casa, con conseguente successivo collocamento in struttura”.

Ciò che la famiglia De Luca ritiene il punto più sconvolgente della vicenda” sarebbe avvenuto durante il prelievo dei minori dall’abitazione familiare, avvenuto il 19 settembre 2025: “L’assistente sociale del Comune di Rosciano si è presentata improvvisamente presso l’abitazione con un dispiegamento imponente di forze dell’ordine e pubblici ufficiali: circa 17 persone tra carabinieri e altri soggetti, alcuni in divisa. I bambini sono stati prelevati con modalità ritenute traumatiche, tra urla e pianti, anche mediante l’uso della forza. Mia sorella Valeria è stata aggredita fisicamente e immobilizzata durante l’operazione, sino a subire un episodio umiliante e degradante che ha avuto conseguenze fisiche immediate ed addirittura è stata costretta a fare la pipì sorvegliata a vista da ben 3 carabinieri (2 dentro il bagno ed 1 fuori la porta semiaperta a piantone). Mi domando perchè così tanta crudeltà e un tale dispiegamento di forze dell’ordine, quando mia sorella non ha mai mostrato oppositività?”

“Ad oggi – prosegue lo zio – i due bambini non vedono né sentono la madre da quasi cinque mesi, nemmeno telefonicamente. A questo si aggiunge il mio dolore e quello di nostra madre che soffre per la mancanza dei nipoti. Una separazione totale che secondo il legale, che assiste mia sorella, non avrebbe alcuna giustificazione concreta tale da spiegare un provvedimento così estremo”.

L’avvocato Raffaele Pellegrino, che difende la donna, ha già presentato un esposto al CSM e chiede che “vengano svolte verifiche ispettive e disciplinari sulle responsabilità di chi, a vario titolo, avrebbe contribuito a determinare una situazione definita dalla famiglia come abnorme e disumana”.

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