
Pescara. “La proroga dell’ordinanza ‘Cenerentola’ per altri tre mesi nella zona di piazza Muzii, e per altri due mesi su Pescara Vecchia, è l’ennesimo atto di arroganza politica di un centrodestra che, invece di fermarsi e riflettere, persevera in una scelta che ha già prodotto un disastro economico e sociale”.
É questo il commento del capogruppo M5S, Paolo Sola, dopo l’annuncio del rinnovo della misura restrittiva nelle due zone della movida pescarese.
“È una decisione grave, miope e profondamente irresponsabile – attacca Sola – dopo anni di restrizioni, divieti e ordinanze a ripetizione, il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine e decine di attività chiuse, investimenti bruciati, intere zone progressivamente svuotate. La cosiddetta ‘ordinanza Cenerentola’, nata come misura temporanea, è diventata di fatto un vincolo permanente che continua a colpire indistintamente tutte le attività, soprattutto quelle che lavorano nel rispetto delle regole e che pagano per tutte. Oltre a non aver mai creato un clima di collaborazione tra residenti e commercianti – prosegue Sola – questa amministrazione non ha mai isolato le poche situazioni problematiche. Hanno scelto la scorciatoia più semplice: colpire tutti. E così facendo, prima hanno messo in ginocchio Piazza Muzii e ora stanno desertificando il centro storico”.
Secondo Sola, la natura contingibile e urgente delle ordinanze non può essere piegata a una logica di proroghe seriali: “Le ordinanze contingibili non possono diventare uno strumento ordinario di governo. Se si continua a prorogarle significa non voler affrontare la situazione nel suo complesso, con confronto e collaborazione. Si è solo scelto di reprimere, senza costruire soluzioni né – prosegue – dare seguito alle promesse fatte agli esercenti del centro storico, ad esempio, prima dell’ultima proroga, quando fu garantito loro che prima di altre eventuali misure si sarebbe aperto per tempo un tavolo di confronto. Tavolo che ovviamente nessuno ha mai visto”.
“La cosa più corretta – conclude Paolo Sola – sarebbe di ritirare le ordinanze in autotutela e rimettere la decisione nelle mani della prossima amministrazione, che avrà la piena legittimazione politica per affrontare il tema con equilibrio e visione. Continuare così non significa tutelare la città, significa spegnerla definitivamente”.



