
Pescara. Non si placano le polemiche intorno al progetto del Parco Nord a Pescara.
Dopo la conferenza stampa di sabato 14 febbraio, in cui il Sindaco ha presentato l’avvio dei nuovi lavori, la consigliera comunale Simona Barba (Alleanza Verdi e Sinistra – Radici in Comune) è intervenuta stamani durante la seduta del Consiglio Comunale, denunciando una “gestione dell’opera contraddittoria”.
Il primo punto sollevato dalla consigliera riguarda la gestione urbanistica delle aree destinate al parco. Secondo Barba, l’attenzione mediatica voluta dall’amministrazione avrebbe paradossalmente messo in luce gravi incongruenze, in particolare su un cantiere situato tra via Castellammare e l’area dei Carabinieri Forestali: “Assistiamo in questi giorni a un cantiere che si è instaurato a strada Castellammare e si viene a capire che quello è stato l’unico costruttore che è stato graziato”, ha dichiarato Simona Barba durante il suo intervento. “I suoi diritti edificatori sono stati spostati in quell’area, ma l’area che lui aveva nel perimetro del Parco Nord, a quanto pare, non è stata espropriata. Quindi abbiamo un privato che oggi ha sia la sua proprietà intatta, sia i diritti edificatori per un cantiere che, lo ricordo, non ha nemmeno il cartello obbligatorio esposto”.
Sul fronte ecologico, dura la critica di Barba: “Nonostante l’amministrazione parli di rivalutazione ambientale, il progetto attuale, invece, prevedrebbe una quota di cementificazione ritenuta inaccettabile. In un’area così preziosa, a ridosso della riserva statale, andiamo a fare un consumo di suolo del ben 30% con skate park e altre strutture. Questo va esattamente nella direzione opposta alla Nature Restoration Law europea, che ci impone di migliorare l’ambiente, non di peggiorarlo”.
Infine, Simona Barba ha chiesto “estrema chiarezza sulla tenuta economica dell’operazione, ricollegandosi ai dubbi già sollevati in aula sulla correttezza di un bilancio che l’amministrazione starebbe approvando in modo forzato. Volete approvare questo bilancio nonostante le controversie e i ritardi, e nel frattempo date la colpa a noi pubblicamente sulla stampa, dipingendoci come artefici della rovina della città”, ha concluso Barba. “In realtà, questa è solo una strategia per andare a coprire ritardi di questa maggioranza”.
Sui conti, invece, interviene il pentastellato Paolo Sola. “Nel bilancio in discussione in questi giorni non è prevista alcuna somma precauzionale per coprire gli ulteriori costi di esproprio, oggi indicati in sede giudiziale in circa 8 milioni di euro, a fronte dei soli 700 mila euro previsti nel progetto originario”.
“Siamo davanti a un comportamento gravissimo – attacca il capogruppo M5S – si annuncia l’avvio di un cantiere in piena campagna elettorale, ma si omette di dire che l’operazione potrebbe costare alla città 8 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto. Siamo l’unica forza politica ad aver denunciato questo pericolo un anno e mezzo fa, e ora che si è puntualmente verificato, la cosa ancora più inquietante è che queste somme non sono state accantonate nemmeno in via prudenziale”.
Nel corso della discussione sul bilancio, il consigliere pentastellato e il candidato sindaco Carlo Costantini hanno chiesto conto formalmente della questione. “La risposta è stata chiara: non esiste una previsione specifica nel fondo rischi da contenzioso per coprire questa eventuale esposizione, ma si spera che gli accantonamenti generici fatti ogni anno possano bastare per coprire questo enorme buco. Tradotto – incalza Sola – se domani dovesse consolidarsi l’obbligo per il Comune di riconoscere quelle somme, rischieremmo un colpo devastante sulle casse comunali. Si sta giocando con il fuoco e con il futuro dei pescaresi, per la foga dell’ennesimo annuncio”.
“L’arbitrato richiesto dai privati ha già stabilito un valore dei terreni pari a 150 euro al metro quadro, facendo lievitare il costo complessivo degli espropri da 700.000 euro a circa 8 milioni. Eppure, nel documento finanziario più importante dell’ente, non c’è traccia di un adeguamento prudenziale”, incalzano dall’opposizione, “Questo significa una cosa sola: per il centrodestra, in campagna elettorale, conta più la foto in conferenza stampa che la tutela del bilancio comunale. Si preferisce raccontare un’opera che non si sa come finanziare, piuttosto che mettere nero su bianco i rischi reali dell’operazione, che restano evidentemente a chi verrà dopo”.



