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Pescara

Palma non confermata dopo 50 anni ad anziana coppia di Pescara: “La spiaggia non è un privé”

Pescara. Tiene banco a Pescara la polemica sulla presunta “esclusione” di due coniugi ultraottantenni, storici clienti di uno stabilimento balneare, per i quali la nuova proprietà ha deciso di non rinnovare la prelazione sulla palma che prendevano da anno in favore, denuncia la coppia, di una clientela più giovane.

A chiarire la propria posizione sono direttamente i proprietario de La Croce del Sud, uno dei più longevi stabilimenti della riviera nord, recentemente passato a una nuova gestione: “Da parte della proprietà non vi è stata alcuna forma di discriminazione nei confronti dei signori ai quali non è stata riconfermata la palma in prima fila, né per età né per motivi economici. Il nostro stabilimento balneare accoglie una clientela eterogenea e copre la gran parte delle generazioni, mantenendo un rapporto consolidato con numerosi clienti storici”, dice Alessio Carrozza, uno dei titolari del lido Croce del Sud.

I Gabriele, infatti, dalle pagine del quotidiano Il Centro, avevano, nei giorni scorsi, raccontato che dopo oltre 50 anni trascorsi in prima fila alla Croce del sud, hanno ricevuto un sms dallo staff che recitava:

“Gentile Gabriele, in vista della prossima stagione stiamo effettuando una riorganizzazione generale degli spazi dello stabilimento legata a una nuova pianificazione delle postazioni. Per questo motivo, purtroppo, non ci sarà possibile confermare le assegnazioni storiche per la stagione 26. Desideriamo ringraziarvi sinceramente per aver condiviso con noi le passate estati e per la fiducia dimostrata nel tempo, restiamo naturalmente a disposizione e vi auguriamo il meglio per la prossima stagione estiva”.

Poi un confronto di persona e la risposta: “Siamo andati per sapere se ci spostavano dietro, ma la risposta è stata che forse c’era una possibilità in terza fila, ma che dovevano aspettare la risposta di un nuovo cliente e che ci avrebbe fatto sapere domenica. Cosa che non è successa”.

“La scorsa settimana abbiamo detto ai Signori Gabriele che entro la giornata di domenica avremmo ricevuto tutte le conferme per la stagione alle porte e che successivamente avremmo disposto il nuovo piano spiaggia”, rettifica Carrozza, “Nella giornata di martedì abbiamo contattato telefonicamente i Signori Gabriele per comunicare loro la disponibilità di una palma in quarta fila (che non hanno accettato), e non più in prima, per una semplice motivazione di utilizzo dato che, come hanno dichiarato loro stessi, i signori amano vivere il mare poche ore al giorno”.

“Ai signori interessati dalla vicenda non é stata posta alcuna limitazione nell’accesso ai servizi. La scelta deriva da quanto osservato nella scorsa stagione, dove anche nei momenti di maggiore affluenza, come per esempio nel mese di agosto, l’area della prima fila risultava parzialmente vuota, con un impatto negativo sull’immagine complessiva dello stabilimento”, puntualizza il balneatore che “comprende il dispiacere manifestato” e riconosce che “le modalità comunicative avrebbero potuto essere più attente. Si ribadisce, tuttavia, che si è trattato esclusivamente di una scelta organizzativa, senza alcuna volontà di escludere o discriminare”.

La vicenda, però, ha smosso polemiche anche a livello politico. Tra i tanti a levare gli scudi, Enrico Di Ciano, consigliere comunale della lista Alleanza Verdi Sinistra che annuncia un esposto: “Le spiagge”, dice, “sono beni demaniali, appartengono allo Stato e, quindi, a tutti i cittadini. Un concessionario non è un proprietario, ma un gestore di un servizio pubblico: trasformare una concessione in un club esclusivo che seleziona gli ingressi in base all’età o al portafoglio non è libertà d’impresa, ma una violazione del Codice della Navigazione e del Codice del Consumo”.

“Le recenti giustificazioni dei titolari e la difesa d’ufficio del presidente regionale del SIB Confcommercio, Riccardo Padovano, secondo cui ‘le scelte aziendali non si discutono’, sbattono contro un principio giuridico invalicabile: le spiagge sono beni demaniali, appartengono allo Stato e, quindi, a tutti i cittadini”, insiste Di Ciano.

Da qui la richiesta di approfondimento: è pronto un esposto che verrà depositato nelle prossime ore presso la Capitaneria di Porto di Pescara e gli uffici comunali competenti. L’obiettivo è verificare se la condotta della gestione sia compatibile con il disciplinare di concessione: il rischio, per chi discrimina la clientela su suolo pubblico, potrebbe essere la decadenza della concessione stessa.

“È paradossale – continua Di Ciano- che i balneatori invochino la storicità delle loro strutture per difendersi dalla Direttiva Bolkestein e poi cancellino con un colpo di spugna la storicità di clienti che frequentano quei tratti di costa da oltre cinquant’anni. La tutela dell’investimento privato, per quanto legittima, non può mai tradursi in un danno alla dignità umana o in un ostacolo all’accessibilità universale dei beni comuni”.

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