
Pescara. Si fa sempre più vicina l’interruzione idrica prevista nelle giornate del 13 e 14 aprile e che coinvolgerà 275mila cittadini in 22 comuni delle province di Pescara, Chieti e Teramo.
Nelle città dell’hinterland pescarese, soprattutto, è scattata una corsa frenetica nei negozi per fare rifornimenti di taniche da riempire e fardelli d’acqua, in vista della chiusura dei rubinetti per almeno 2 giorni.
La Asl di Pescara, quindi, ha emanato un vademecum sulle principali misure sanitarie da adottare prima, durante e dopo il ripristino del servizio.
L’intervento interesserà numerosi Comuni del territorio provinciale (qui la lista: ) e comporterà inevitabili disagi temporanei, per i quali è stato attivato un coordinamento operativo tra Prefettura, Comuni, ACA, Protezione civile e ASL.
Si raccomanda alla popolazione di:
- effettuare scorte preventive di acqua potabile per uso domestico
- organizzare in anticipo le necessità di neonati e persone fragili
- programmare eventuali attività domestiche o lavorative che richiedono uso di acqua potabile
Le informazioni sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano e sul ripristino della potabilità saranno comunicate dalla ASL sulla base degli esiti delle verifiche analitiche previste dalla normativa vigente e costituiranno il riferimento sanitario per eventuali provvedimenti adottati dai Comuni.
“Si invita pertanto la popolazione a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni diffuse dagli enti istituzionali e a non considerare attendibili informazioni non provenienti da fonti ufficiali”, rimarca la Asl di Pescara
Ripristino dell’erogazione: l’acqua non sarà immediatamente potabile
Alla riattivazione del servizio, prevista in modo progressivo a partire dal 14 aprile, a scopo cautelativo l’acqua non dovrà essere considerata potabile fino a nuova comunicazione ufficiale della ASL.
In tale periodo sarà necessario utilizzare acqua potabile alternativa (in bottiglia) per:
- bere
- preparare alimenti e bevande
- lavare frutta e verdura
- lavare stoviglie e superfici a contatto con alimenti
- igiene orale e lavaggio del viso
- preparazione di alimenti per neonati e persone fragili
L’acqua potrà essere utilizzata esclusivamente per usi igienici non alimentari (ad esempio scarico dei servizi igienici).
Particolare attenzione dovrà essere rivolta a bambini e neonati, persone anziane, soggetti fragili o non autosufficienti, persone con patologie croniche.
La potabilità potrà essere dichiarata esclusivamente a seguito degli esiti favorevoli delle analisi di laboratorio effettuate secondo la normativa vigente.
Solo dopo tale comunicazione l’acqua potrà essere nuovamente utilizzata per il consumo umano e per la preparazione degli alimenti.
Continuità dei servizi sanitari
Durante le giornate del 13 e 14 aprile le attività assistenziali della ASL di Pescara saranno regolarmente garantite.
L’erogazione idrica presso le strutture sanitarie sarà assicurata attraverso serbatoi di riserva interni e sistemi di approvvigionamento alternativi predisposti in collaborazione con ACA, consentendo lo svolgimento delle prestazioni sanitarie già programmate.
Faranno eccezione:
- gli ambulatori territoriali di Odontoiatria, che resteranno temporaneamente chiusi nella giornata del 14 aprile
- il Consultorio familiare di via Milli a Pescara, chiuso nelle giornate del 13 e 14 aprile
- il Consultorio familiare di Scafa, chiuso nella giornata del 14 aprile
Tutte le altre attività ospedaliere e territoriali si svolgeranno regolarmente.
LE POLEMICHE
Diverse le polemiche circa le chiusure e i relativi avvisi per le strutture pubbliche.
Le amministrazioni comunali stanno predisponendo diverse misure per fare fronte a questo evento eccezionale., alcuni enti hanno già disposto la chiusura delle scuole, dei mercati, mentre non mancano indicazioni anche nelle aziende private e negli enti pubblici come il Tribunale e le altre istituzioni presenti a Pescara.
“In tutto questo susseguirsi di provvedimenti ordinatori, fa rumore il silenzio della Regione Abruzzo, che pure nella città di Pescara ha diverse e importanti sedi in cui lavorano centinaia di dipendenti”, polemizza il vice presidente del consiglio regionale, Antonio Blasioli, che aggiunge: “Lavoratori che ad oggi, a pochi giorni dall’avvio dell’interruzione, sono all’oscuro delle modalità con cui l’ente ha intenzione di affrontare questa emergenza, se per esempio disponendo lo smart working e chiudendo gli uffici per motivi igienico sanitari o se invece garantendo l’apertura delle sedi predisponendo specifiche soluzioni organizzative – che non prefigurino il ricorso obbligatorio a permessi o congedi. Un’incertezza che si riversa anche sulle riunioni e gli incontri organizzati nei locali regionali precedentemente alla notizia delle interruzioni”.
Polemiche anche per le scuole, soprattutto gli asili. Dall’opposizione si muovono alcune accuse verso l’amministrazione Masci: “Abbiamo ricevuto più messaggi da docenti della scuola dell’infanzia che esprimono una preoccupazione concreta, seria e assolutamente legittima”, riferisce la Lista Pettinari, “Secondo quanto riportato, in base a indicazioni ASL, non sarebbe possibile lavare utensili e materiale che può andare a contatto con la bocca. Parliamo di bambini dai 3 ai 5 anni, bambini che mettono in bocca mani, giochi, oggetti, che giocano a terra e necessitano di igiene costante. In questo scenario, la responsabilità viene di fatto scaricata su docenti e collaboratori scolastici, chiamati a vigilare su classi di circa 20 bambini, senza strumenti adeguati e senza garanzie igienico-sanitarie sufficienti. Questa impostazione è sbagliata e pericolosa. Non solo perché mette in difficoltà scuole e famiglie, ma perché rischia di creare condizioni di lavoro ingestibili e di esporre bambini piccolissimi a situazioni non adeguate”.
La richiesta a sindaco e al Prefetto è di “intervenire con urgenza affinché le ordinanze vengano rimodulate in modo più realistico e praticabile; siano fornite alle scuole misure concrete e strumenti adeguati; non venga scaricata sui lavoratori della scuola una responsabilità che deve essere gestita dalle istituzioni; si tutelino davvero i bambini e le famiglie, evitando soluzioni improvvisate”.
La risposta arriva direttamente dal sindaco Carlo Masci, che ha chiarito sulla chiusura dei nidi stessi: “E’ stata già inviata una comunicazione ai gestori, da condividere con le famiglie, nella quale si chiariscono i termini del supporto che sarà dato loro. Parliamo di circa 280 famiglie, a cui è stato garantito un sostegno concreto. Inoltre, con l’ordinanza sindacale di non potabilità, è stato definito un principio semplice ma imprescindibile: non si può e non si deve correre alcun rischio quando si parla di bambini tra 0 e 3 anni. La tutela della salute viene prima di qualsiasi polemica”.



